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Da edificio in disuso a sede della Protezione Civile: la stazione di Caorso nel libro delle Ferrovie

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L’edificio della stazione in disuso convertito nella sede della Protezione Civile, che controlla il territorio e interviene con rapidita ovunque serva. L’esperienza di Caorso (Piacenza) ha trovato spazio nel volume “Stazioni Impresenziate. Un riuso sociale del patrimonio ferroviario”, realizzato da Rete Ferroviaria Italiana, che racconta sociale delle stazioni e degli immobili ferroviari, per progetti e attività culturali, turistiche, di solidarietà e sostenibilità.

In tutto sono oltre 450 le stazioni impresenziate in cui sono resi disponibili spazi, in comodato, a Enti locali, Fondazioni e Associazioni su tutto il territorio nazionale. A raccontarlo Ilaria Maggiorotti, responsabile asset immobiliari di Rete Ferroviaria Italiana, che ha illustrato come questi progetti creino “valore culturale, sociale ed economico per il territorio di riferimento”.

Il libro raccoglie i casi più virtuosi, circa 90 stazioni in 18 regioni italiane. Esempi concreti di come l’assegnazione di questi spazi ha generato esperienze con impatti importanti, sul territorio, in ambito sociale. “Questo nuovo modello di gestione degli immobili – viene spiegato – garantisce, tra l’altro, il presenziamento degli edifici e la loro rigenerazione anche in termini di riqualificazione architettonica e decoro. Negli scali ferroviari interessati trovano spazio molteplici attività: da quelle svolte dall’arma, polizia municipale e protezione civile, a quelle dedicate ai giovani, alla cultura e allo sport, alle quali si aggiungono i progetti di promozione del turismo, protezione dell’ambiente e tutela dei diritti e della solidarietà”.

A Caorso, come racconta il volume, nel 2008 il fabbricato viaggiatori è stato ceduto in comodato gratuito da RFI al Comune che, dopo un importante intervento di ristrutturazione e adeguamento antisismico, ha scelto di convertirlo in centro di Protezione Civile data la sua posizione strategica, nel punto più alto del paese. Dalla stazione, oltre alle pattuglie che svolgono regolarmente attività di monitoraggio ambientale nel paese, partono i volontari e i tir carichi di materiale appena serve.

Questa squadra di attivissimi volontari ha anche fornito appoggio logistico nella delicata attivita di trasporto delle barre radioattive dalla centrale nucleare, situata a pochi chilometri dalla stazione. Le fotografie alle pareti ricordano i principali interventi effettuati, come all’Aquila immediatamente dopo le prime scosse di terremoto nel 2009 e nei vicini comuni del piacentino alluvionati nel 2015.

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