Fibromi e salute della donna, il focus di Ausl e Lilt

Nel giorno della Festa della Donna Lilt Piacenza e azienda Usl hanno dedicato un focus ai fibromi uterini, una patologia insidiosa e spesso invalidante. “E’ una delle patologie benigne più diffuse – spiega Renza Bonini, direttrice dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia di Piacenza-, colpisce le donne in età fertile, tra i 30 e i 45 – 50 anni, in percentuale tra il 25 e il 30 per cento.

Nel 50 per cento dei casi questa patologia si presenta in maniera asintomatica, ossia la donna può non essere consapevole di soffrirne e spesso il riscontro è poco più che occasionale, ad esempio durante una visita ginecologica di controllo. Nell’altro 50 per cento dei casi, invece, può causare irregolarità nel ciclo mestruale, prevalentemente in senso emorragico e pertanto causare anemia nella paziente”.

“Come unità operativa – continua la dottoressa Bonini – abbiamo una attenzione particolare nella gestione dei fibromi, che trattiamo in larga percentuale del casi, al 70% come una patologia di tipo conservativo, quindi attraverso un approccio farmacologico o con un approccio chirurgico mini invasivo oppure con la radiologia interventistica, infatti noi collaboriamo con il servizio di radiologia del dottor Michieletti, con il quale effettuiamo l’embolizzazione dei fibromi, quando c’è l’indicazione”.

I fibromi portano a ripercussioni importanti sulla salute della donna, perché possono essere asintomatiche, e possono portare ad anemia e creare problemi nello svolgere la normale attività lavorativa e la vita quotidiana, e poi la fascia d’età maggiormente colpita è quella in cui le donne cercano una gravidanza, soprattutto adesso in cui l’età della prima gravidanza si è spostata più avanti, rispetto al passato, spesso oltre i 35 anni”.

Per questo motivo si è deciso di organizzare un approfondimento sul tema, in collaborazione con la Lilt Piacenza, rappresentata dal presidente Franco Pugliese. Nella stessa fascia oraria si sono tenuti incontri di counseling motivazionale sui corretti stili di vita. I volontari Lilt, appositamente formati, possono dare utili consigli per intervenire sui quattro principali fattori di rischio: fumo, alcol, alimentazione non corretta e sedentarietà.

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