Finanziato dall’Ue il progetto di Tice che coniuga web ed educazione

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E’ di 150 mila euro la generosa cifra dedicata ai progetti di innovazione sociale che vedranno protagoniste le principali province dell’Emilia-Romagna.

E Piacenza è protagonista grazie al tema proposto dalla cooperativa piacentina Tice, che con “Mindbook” intende creare una palestra virtuale dove educatori e specialisti aiutano i minori con bisogni speciali o disabilità a muovere i primi passi nel mondo digitale.

Uno dei progetti vincitori della sfida lanciata da Tice è di un’altra cooperativa, GeDInfo, e prevede lo sviluppo di una piattaforma digitale, utilizzabile tramite internet e i tradizionali social network, per mettere in contatto con educatori specializzati i giovani che vivono in una situazione di disagio sociale e le loro famiglie.

I contributi arrivano nell’ambito del progetto europeo Social Challenges Innovation Platform, promosso da Aster e dedicato alle imprese del terzo settore. E fino al 15 aprile sono aperte altre sfide su tutto il territorio europeo, con 1 milione di euro ancora a disposizione per idee innovative in risposta alle sfide proposte.

Tre progetti di agricoltura sociale nell’appennino bolognese e due di Innovazione e ricerca scientifica al servizio dell’apprendimento a distanza a Piacenza si sono aggiudicati 30 mila euro ciascuno nell’ambito del progetto europeo Social Challenges Innovation Platform (Horizon 2020), dedicato alle imprese del terzo settore e promosso in Emilia-Romagna da Aster, società regionale per l’innovazione e la ricerca industriale.

Il progetto Social Challenges Innovation Platform (https://www.socialchallenges.eu.), coordinato da Meta Group con partner EBN e la rete europea degli Impact hub è un luogo di incontro per raccogliere le potenziali soluzioni ai problemi ambientali e sociali delle città.

A Bologna la sfida (“Rivitalizzare gli Appennini nell’area intorno a Bologna attraverso modelli di social farming e colture innovative”), che hanno affrontato le società partecipanti al bando è stato promosso da Fondazione Grameen Italia, in collaborazione con l’Università di Bologna.

Una delle aziende vincitrici è la cooperativa sociale Coltivare la Fraternità, che svilupperà un progetto di inclusione sociale, creando opportunità di lavoro nel settore agricolo per persone bisognose, promuovendo i principi dell’agricoltura biologica.

L’idea dell’Azienda agricola Penazzi Francesco prevede la creazione di posti di lavoro nelle comunità rurali, offrendo opportunità di tirocinio a persone svantaggiate, migranti e richiedenti asilo nella zona dell’appennino bolognese.

L’azienda agricola Spunzola, infine, realizzerà il progetto “Terzaccoglienza”, che ha l’obiettivo di insegnare ai migranti a vivere e lavorare in autonomia secondo gli standard europei, offrendo a queste persone un alloggio e un lavoro remunerato in campo rurale.

A Piacenza le imprese si sono confrontate sul tema proposto dalla cooperativa piacentina Tice, che con “Mindbook” intende creare una palestra virtuale dove educatori e specialisti aiutano i minori con bisogni speciali o disabilità a muovere i primi passi nel mondo digitale.

Uno dei due progetti vincitori è stato sviluppato dalla società Kedroz sprl, che ha ideato un social network (Stent.care) in ambiente sicuro, che contiene applicazioni di facile utilizzo per chi ha disabilità fisiche o mentali.

L’altro progetto vincitore della cooperativa GeDInfo prevede lo sviluppo di una piattaforma digitale, utilizzabile tramite internet e i tradizionali social network, per mettere in contatto con educatori specializzati i giovani che vivono in una situazione di disagio sociale e le loro famiglie.

Il risultato è stato possibile anche grazie al supporto dell’incubatore INLAB e dell’Area S3 di Piacenza.

I buoni risultati raggiunti nella prima call hanno permesso di mantenere alto l’interesse degli attori locali ed europei sulla piattaforma, che ha quasi altre 30 sfide aperte sul territorio europeo fino al 15 aprile 2018.

In particolare, tre sono le sfide italiane: Fondazione Grameen Italia sta cercando soluzioni per il supporto all’imprenditoria sociale nel contesto bolognese; il Consorzio Factory Grisù è invece alla ricerca di soluzioni di innovazione tecnologica e sociale per migliorare la sicurezza del quartiere in cui è inserito il loro progetto di rigenerazione urbana; infine, il Comune di Siracusa sta cercando soluzioni innovative per l’inclusione digitale di persone svantaggiate.

Per queste sfide è disponibile a livello europeo quasi un milione di euro per startup e imprese che vogliano provare a fornire soluzioni innovative, con la possibilità di aggiudicarsi un grant di 30 mila euro.

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