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Fuga dei cervelli: Emilia-Romagna sesta regione per numero di expat

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Sono sempre più numerosi coloro che lasciano l’Emilia Romagna per cercare lavoro all’estero. Nel 2016 ammontano a circa 9000 gli expat emiliano romagnoli, a fronte dei 7600 del 2015. Questi dati, tratti dal rapporto Migrantes, basato sulle iscrizioni all’Aire, il registro degli italiani residenti all’estero, e diffusi dall’Unione Generale del Lavoro regionale, denotano un trend in crescita per le fughe dall’Emilia Romagna, che si qualifica sesto posto tra le regioni italiane per numero di espatriati.

 

Le ragioni che spingono i giovani ad emigrare all’estero

Sono numerose le motivazioni che spingono i giovani a lasciare il Paese per cercare fortuna all’estero. Una delle principali è la ricerca di un lavoro e di una prospettiva migliore per il futuro. Migliorare la propria posizione lavorativa, o trovarne una, guadagnare uno stipendio più alto, incrementare le proprie conoscenze e competenze sul piano professionale per creare solide basi per un futuro sono le ragioni che si celano dietro le fughe dei cervelli all’estero. Gli italiani non si trasferiscono per vivere un’avventura ma per costruirsi un futuro. Le statistiche lo dimostrano: a lasciare il Paese sono persone qualificate e dall’alto potenziale, laureati, ricercatori e professionisti specializzati che in Italia non riescono ad affermarsi; ci sono anche molti giovanissimi in cerca di occupazione. Uno stipendio certo e consono alle reali competenze possedute, una qualità della vita migliore, dei servizi certi e ben funzionanti sono quindi le leve che esercitano maggiore appeal. Non a caso, tra i paesi dove si vive meglio da expat figurano anche Gran Bretagna, Germania e Paesi Scandinavi, ovvero gli Stati con i più alti di tassi di crescita economica ed occupazione in Europa.

 

Trasferirsi all’estero: tutto quello che c’è da sapere
Lasciare le proprie abitudini e i propri cari non sono le uniche cose da mettere in conto per chi decide di trasferirsi all’estero. Tutti gli adempimenti burocratici non vanno sottovalutati. Per chi decide di trasferirsi negli Stati Uniti o in Australia è necessario un visto di soggiorno e in molti stati dell’Unione Europea, per quanto non sia necessario la preliminare richiesta di un visto, è bene tenere presente che normalmente per ottenere un contratto di locazione è necessario dimostrare di avere un lavoro. Partire avendo già un lavoro, anche se non sarà quello definitivo, è utile. Per le posizione qualificate sono spesso le aziende ad occuparsi di queste faccende, agevolando il trasferimento. Altra questione da non sottovalutare è il trasloco. Non è facile gestire un trasloco su lunghe distanze. Del resto non è nemmeno plausibile ricomprare tutto e nessuno, in fin dei conti, vuole separarsi dai proprio oggetti, che hanno un valore sentimentale oltre che funzionale ed economico. Proprio per questo, esistono aziende specializzate come ad esempio Blissmoving, una società di Roma che specializza in traslochi internazionali e che si può occupare anche degli aspetti burocratici del trasferimento. Affidarsi a dei professionisti solleverà da un’incombenza e farà stare tranquilli in un periodo già ricco di stress. Infine, una volta che si è lì, è importante coltivare i rapporti sociali e creare una rete di amicizie sulla quale fare affidamento: in compagnia affrontare le giornate di nostalgia sarà molto più facile.

 

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