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Luzzatto Fegiz “Non solo colonna sonora, la musica liberò le energie del ’68” foto

“La musica non fu solo colonna sonora del ’68, ma diffuse le nuove energie presenti in quegli anni”. Non a caso le proposte musicali furono variegate, come ha ricordato Mario Luzzatto Fegiz, tra i protagonisti della rassegna dedicata al ’68 promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Proposte musicali riproposte da Fegiz stesso nello spettacolo – recital andato in scena nella serata del 28 marzo all’Auditorium della Fondazione. Dopo l’introduzione del presidente Massimo Toscani e del giornalista Giangiacomo Schiavi, sulle note psichedeliche dei Pink Floyd di Atom Heart Mother, il critico musicale ha fatto rivivere quegli anni, grazie all’accompagnamento di Los Chitarones. 

In realtà il ’68 della musica inizia prima di quell’anno, complice “Elvis Presley che iniziò una rivoluzione di corpi e anime che non si è ancora fermata” ricorda Fegiz. In Italia, dove predominava la tradizione del bel canto con Claudio Villa e Nilla Pizzi l’ondata della musica americana fu immensa: ecco quindi nascere artisti come Little Tony, Bobby Solo, il primo Adriano Celentano. Anche canzoni come “Azzurro” di Paolo Conte in realtà erano simbolo di un cambiamento: il tema centrale non era più l’amore, i sentimenti. “La canzone doveva dare un messaggio. E forse anche “Volare” di Domenico Modugno, ispirata da un quadro di Marc Chagall, era il simbolo che qualcosa stava cambiando”.

“Negli anni Sessanta inizia ad esserci, nella musica, vicinanza alla vita quotidiana della gente. Le canzoni potevano avere anche un significato politico. Nacque anche da noi il fenomeno beat , con l’Equipe 84, ma c’era anche il bravo ragazzo della porta accanto, Gianni Morandi, artisti più impegnati come I Nomadi e Francesco Guccini“. Quale la canzone simbolo del ’68? “Ma che colpa ne abbiamo noi” dei Rokes” risponde senza indugio.

Prossimo appuntamento con la rassegna “Il futuro del ’68” è per giovedì 5 aprile, alle 21, nell’Auditorium della Fondazione. Protagonista dell’incontro l’autore musicale Mogol. Modera la giornalista Eleonora Bagarotti.

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