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Meno pagate perché sole nel gestire la casa. “Bisogna condividere i ruoli” foto

Meno pagate rispetto agli uomini perché troppo sole nella gestione della casa; anche il lavoro domestico incide sul cosiddetto “gender pay gap”, tema al centro della tavola rotonda organizzata dal Coordinamento femminile Cisl Parma e Piacenza, in corso questa mattina al centro di formazione e auditorium Cariparma Crédit-Agricole.

Convegno sul Gender pay gap

Il più grande “furto della storia”, come precisa la nota stampa del convegno riportando la definizione coniata da Anuradha Seth, consigliere delle Nazioni Unite per le donne, motivata dal fatto che ancora oggi non esista un solo paese al mondo in cui le donne abbiano gli stessi stipendi degli uomini.

In Italia gli ultimi studi sul tasso di occupazione femminile rilevano dati ancora sotto la soglia del 50% e dalle statistiche emerge che le donne lavorano quotidianamente almeno un’ora in più tra le mura di casa rispetto ai partners.

I dati Eurostat segnalano che, nella media dei paesi europei, il differenziale è superiore al 15 per cento.

Per il Global Gender Gap Index l’Italia si trova al 118° posto di una classifica con 144 paesi per quanto riguarda la partecipazione e le opportunità economiche e al 46° per rappresentanza politica.

A mettere in evidenza un divario culturale capace di incidere sensibilmente sul percorso professionale femminile la professoressa Carmen Leccardi, docente ordinario di Sociologia della Cultura del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università Milano Bicocca.

“Ci sono una lunga serie di diseguaglianze riassumibili nel fatto che le donne portano avanti due lavori, di cui uno non remunerato, e la gestione di quest’ultimo si riflette nelle vicende  aziendali, nella ricerca di forme di mobilità che consentano di far fronte anche alla situazione famigliare” sottolinea la docente.

Una problematica nota, a cui alcuni Paesi europei hanno risposto negli ultimi decenni con politiche incentrate sulla trasparenza; un passo in avanti di cui i risultati non sono però ancora sufficienti secondo Leccardi, così come l’eventuale applicazione di un salario per il lavoro domestico.

“Oggi credo che la soluzione vera sia considerare alla stessa stregua il lavoro produttivo e il lavoro riproduttivo. E’ necessaria una parità nella condivisione dei ruoli, che non è ancora senso comune nella pratica di ogni giorno.

Le donne sono principalmente sole, anche se tra i giovani genitori qualcosa sta cambiando e c’è più partecipazione da parte degli uomini. Il gender gap è solo la punta dell’iceberg di un contesto di disuguaglianze per le quali è necessario un intervento culturale, già a partire dalla scuola primaria”.

Tra i relatori dell’incontro, dove sono state affrontate anche tematiche legislative e legate ai contratti lavorativi, anche la professoressa Mariateresa Maggiolino, docente associato nel Dipartimento Studi Giuridici dell’Università Bocconi, il dottor Sergio Spiller, responsabile del Dipartimento Contrattazione Cisl e la dottoressa Giuliana Ricci, gestione del Personale di Credit Agricole.

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