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“Piacenza capitale del lavoro ma un po’ triste” Il reportage di “Repubblica”

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Parlano di noi i giornali “importanti”.

“Così la triste Piacenza si trasformata nella capitale del lavoro” titola un reportage di “Repubblica” dedicato alla nostra provincia a partire da un primato su scala nazionale, il tasso di occupazione che – sulla base dei dati Istat – qui sfiora il 70%.

Il tasso di occupazione rileva la quota di popolazione effettivamente impiegata nel mondo del lavoro.

“Il perchè Piacenza sia una delle capitali del lavoro – scrive Repubblica – lo si capisce all’uscita dell’autostrada. Enormi capannoni annunciano il polo della logistica con i colossi Ikea, Amazon, Leroy Merlin”.

“Ed è proprio la logistica la prima delle ragioni per cui Piacenza, con un tasso di occupazione del 69,4 per cento (contro una media nazionale del 58,1) si piazza un po’ a sorpresa ai primissimi posti tra le province italiane più laboriose, alle spalle di Bolzano e di Bologna”.

Tra le voci sentite dal quotidiano nazionale, quelle del presidente di Confindustria Alberto Rota – che conferma la tendenza positiva dell’economia locale – e del presidente esecutivo della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani.

Il quale fa notare che le aziende locali “hanno tutte la testa altrove, vendute a padroni esteri”. “E’ mancata una regia pubblica capace di tutelare gli interessi della città”.

E poi Roberto Rho, il giornalista autore dell’articolo – cita anche la “tristezza” che – secondo classifiche di dubbia affidabilità – sarebbe un connotato di Piacenza.

“Il paradosso piacentino – scrive – è che una delle città ai primi posti per ricchezza e redditi pro capite è percepita in decadimento dai residenti”.

 

 

 

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da Plonk

    È anche vero, però, che la logistica ha un trade off negativo tra impatto ambientale e numero di occupati. Ampie estensioni di capannoni, inquinamento ma relativamente pochi posti di lavoro. Aggiungiamoci che è uno dei settori che sta subendo un forte processo di automazione. Secondo me, tra pochi anni, quei posti di lavoro si ridurranno di molto.

  2. Scritto da Plonk

    Ho avuto modo di leggere l’articolo e sono sostanzialmente d’accordo con quanto scritto. Piacenza è una città ricca, in cui soldi hanno continuato a circolare anche nei momenti peggiori della crisi. La meccanica ha retto (se volete sapere davvero come è stata la crisi chiedete in Veneto o nei distretti industriali di Prato o Macerata). E’ indubbio che la logistica, con la creazione di posti di lavoro abbbia contribuito ad attenuare gli effetti peggiori di questo periodo.

  3. Scritto da Ab

    Analisi arguta. Invece di godere del fatto di vivere in una isola felice, i piacentini devono lamentarsi di qualche cosa. E di cosa? Degli stranieri. Penso solo che le percentuali siano falsate dal fatto che la popolazione è prevalentemente anziana, e che le forze attive a disposizione siano poche.

  4. Scritto da veronica

    Certe volte mi affiora un vocavolo inedito “baggianate’, chissà perché