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Piacenza, a Pisa un pareggio per dare continuità TOP e FLOP

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Si accontenta di un punto pesante il Piacenza in casa del Pisa, con i biancorossi vestiti in abito da guerriero viste le assenze di Corradi e Taugorudeu, il ritorno della difesa a 5 ed un centrocampo di puri incontristi.

Un pareggio che mantiene i biancorossi al decimo posto della graduatoria con quella tanto auspicata continuità di rendimento necessaria per migliorare una classifica ancora sotto le attese.

Ora due sfide casalinghe, con Prato e Giana, è l’obbligo dei tre punti per quel salto di qualità tanto atteso ed ormai non più procrastinabile.

I TOP

TOMMASO MOROSINI – In campo dopo tre mesi si ripropone come centrocampista universale e completo. Si lancia negli spazi con il consueto impeto e sfiora la rete in due occasioni. Il clima da battaglia dell’Arena
Garibaldi lo esalta e ne fa riscoprire la sue indubbie qualità. Bentornato.

SIMONE DELLA LATTA – Non sempre bello da vedere, ma efficace. Riproposto al centro della mediana al posto di Taugoudeau mena fendenti a destra e sinistra ma limita nel complesso avversari scomodi come De Vitis e Gucher. Non fa mai mancare il suo ardore agonistico.

EDOARDO MASCIANGELO – Il 3-5-2 sembra esaltarne ancora di più le doti di incursore di fascia. Parte timido, ma nella ripresa scioglie le briglie e diviene immarcabile. Non sbaglia praticamente un appoggio sia in difesa che in attacco.

I FLOP

MASSIMILIANO PESENTI – In attacco arrivano palle con il contagocce ma lui spreca forse troppe energie a litigare con in difensori nerazzurri. E’ ancora alla ricerca della prima rete in biancorosso, da migliorare l’intesa con i compagni.

JACOPO SEGRE – Forse troppo intimidito da Maltese, si limita a contenere senza spinger. Vive un sabato in ombra senza spunti o iniziative. Con una maggiore intraprendenza si poteva fare male al Pisa.

FRANCESCO BINI – Parte male, sorpreso dalla vivacità di Negro sul centro-sinistra e rischiando anche l’espulsione, poi si riprende complice anche l’evidente calo di intensità degli avanti toscani. Da rivedere n contesto del 4-3- 3.

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