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A Pisa un sfida che sa di B per il Piacenza

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Sarà il Pisa a testare la forza del Piacenza dopo quasi tre settimane di sosta forzata. La vittoria di misura sul
Pontedera è stato l’ultimo atto ufficiale prima del rinvio della sfida di Viterbo ed il turno di riposo; nel
mentre i biancorossi hanno perso provvisoriamente la decima piazza a vantaggio della Pistoiese senza però subire l’allungo delle squadre che la precedono, con un gap dalla quinta piazza rimasto di cinque punti ed i giochi nella parte bassa della zona play-off ancora tutti da definire.

Saranno fondamentali dunque i prossimi 6 impegni ravvicinati di campionato che ci daranno presumibilmente un quadro più preciso, e forse definitivo, della graduatoria. La sfida di sabato a Pisa è di quelle affascinanti che riportano agli splendori della Serie B: vuoi per il blasone e la forza dell’avversario, vuoi per uno stadio di tradizione e sempre affollato da oltre 5000 presenze e vuoi anche per le sfide passate, molte delle quali hanno segnato il futuro in cadetteria di entrambe le squadre.

I neroazzurri dopo la retrocessione della passata annata stanno vivendo una stagione di sofferenza, sotto le attese della vigilia; la squadra era stata costruita per dominare il campionato ma fino ad ora è rimasta di gran lunga lontana dalle aspettative, frenata dall’alto numero di pareggi (ben 12) e dalla difficoltà di realizzazione (33 reti, dato peggiore delle prime sette squadre).

Il tecnico Michele Pazienza, subentrato a Gautieri proprio alla vigilia del match di andata al Garilli, non è riuscito per ora a dare continuità ad una squadra ancora distante dal duo di testa Livorno-Pisa; nemmeno gli arrivi a gennaio degli ex biancorossi Lisi e Ferrante, che si sono aggiunti ad un organico ricco di nomi importanti come Mannini, De Vitis, Gucher, Maltese, Di Quinzio, Giannone, Eusepi e Masucci, ha cambiato un andamento ancora discontinuo, soprattutto contro le squadre di media-bassa classifica.

I toscani si schierano di solito con il 4-3- 3: Petkovic in porta; difesa a 4 con Birindelli (o Mannini), Lisuzzo, Subotic e Filippini; a centrocampo accanto agli intoccabili De Vitis e Gucher possono giocare alternativamente Di Quinzio, Izzillo o Maltese, mentre in avanti, a fianco degli esterni Lisi e Masucci, per il ruolo di centravanti è concorrenza a tre tra Ferrante, Negro ed Eusepi.

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