Quindici furti per un milione di bottino, banda sgominata dai carabinieri foto

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E’ una banda di professionisti del furto in appartamento quella sgominata grazie ad un’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Piacenza sotto il coordinamento della Procura: otto le persone finite in manette, cinque cittadini albanesi, due piacentini, ed un rumeno, mentre altre due risultano al momento ricercate.

La conferenza stampa

Quindici i furti contestati, messi a segno tra giugno e dicembre 2016 principalmente nel piacentino ma anche nelle province di Bergamo e Brescia, ai danni di abitazioni, e, in un paio di casi, anche di un bar e un ristorante; il sospetto degli inquirenti è però che il numero di colpi riconducibile alla banda sia ben superiore. Nel video dei carabinieri alcune fasi dell’operazione.

“Si tratta di un gruppo pericoloso, – ha tenuto a sottolineare il Procuratore Salvatore Cappelleri – che denota una capacità a delinquere particolarmente spiccata”.

carabinieri arresto

La banda, hanno sottolineato gli inquirenti, si muoveva dopo aver pianificato tutto nei minimi dettagli: sopralluoghi preventivi, azioni decise con obiettivi precisi (in particolare venivano prese di mira abitazioni con cassaforti aperte con l’uso di flessibili) e grande rapidità una volta messi a segno i furti.

Secondo quanto accertato, la refurtiva (preziosi, contanti, pellicce, ma anche materiale elettronico e opere d’arte) nel giro di poche ore veniva portata nel milanese dove evidentemente il gruppo aveva contatti.

La base logistica è stata individuata in una cascina nella zona di Podenzano, nella quale abitava uno degli italiani arrestati, utilizzata per depositare arnesi e auto utilizzati nei colpi e custodire momenteneamente il bottino. Un milione di euro la cifra stimata provento delle loro azioni.

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Nel dettaglio – è stato spiegato – il leader, un 33enne albanese soprannominato “Dracula”, aveva organizzato un gruppo nel quale i due italiani svolgevano l’attività di basisti e di supporto logistico, mentre gli altri associati albanesi ed il rumeno erano i materiali esecutori dei furti. Gli arrestati, ai quali è stata contestata l’associazione a delinquere, devono inoltre rispondere di spaccio di stupefacenti e favoreggiamento della prostituzione.

“Sono state indagini complesse – ha detto, ringraziando i carabinieri, il sostituto procuratore Antonio Colonna che ha coordinato l’attività investigativa – perchè i componenti del gruppo utilizzavano una serie di accorgimenti: spegnevano i cellulari, si facevano recuperare in luoghi lontani dai furti, avevano a disposizione diverse auto, tutti elementi che hanno complicato il nostro lavoro”.

“Abbiamo sferrato un duro colpo, da oggi i piacentini sono più al sicuro – le parole del comandante provinciale dell’Arma Colonnello Corrado Scattaretico, presente insieme al comandante del reparto operativo Tenente Colonnello Marco Iannucci, al comandante della Compagnia di Piacenza Maggiore Stefano Bezzeccheri e a quello del nucleo Operativo e Radiomobile Luogotenente Ercole Dallospedale –  si tratta di persone che non si fermavano davanti a niente”.

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