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A rischio il cinema all’aperto? Gli organizzatori al Comune: “Servono certezze”

C’è spazio per il cinema all’aperto nella prossima estate “culturale” che il Comune di Piacenza sta cercando di mettere in piedi?

La domanda finora non ha avuto risposta e i tempi stringono. Il rischio che la rassegna cinematografica – che dal 2004 si tiene tra giugno, luglio e agosto nell’arena Daturi – non si svolga è quanto mai concreto.

A confermare questa circostanza Alessandro Fornasari, che rappresenta l’Arci e figura tra gli organizzatori storici della kermesse.

Con un lungo post su Facebook spiega come l’incertezza – legata soprattutto all’utilizzo dell’area del Campo Daturi – non aiuti, perchè il tempo stringe e il reperimento di un’eventuale location alternativa non sarebbe così semplice.

“Un’altra area sarebbe assai difficile da allestire – fa notare il presidente dell’Arci di Piacenza – e anche organizzare una rassegna ridotta nelle date potrebbe non essere una soluzione praticabile. Abbiamo anche una seconda rassegna estiva, quella di Parco Raggio di Pontenure, che complica parecchio la gestione complessiva”.

Ricordiamo che il Comune di Piacenza ha appena lanciato un bando per la ricerca di risorse e sponsor privati in grado di sostenere l’organizzazione di un’ “estate culturale”.

E l’area del Campo Daturi potrebbe essere al centro di nuove iniziative ricreative e culturali incompatibili con le proiezioni estive quasi quotidiane.

“La manifestazione, dalla sua nascita nel 2004, – afferma Fornasari – è sempre stata resa possibile grazie ad una collaborazione tra Comune di Piacenza, Arci e Cinemaniaci”. L’edizione 2017 del cinema all’aperto ha collezionato complessivamente 65 proiezioni con 6-7 mila presenze complessive.

Come spiega Fornasari nel suo post il Comune di Piacenza da un paio d’anni non ha più erogato contributi economici diretti, ma si è fatto carico di alcuni costi: “la fornitura di energia elettrica, la messa a disposizione delle sedie, la cura del verde, la pulizia dei servizi igienici e la predisposizione della struttura dello schermo”.

“Dall’altra parte competeva ad Arci e Cinemaniaci – aggiunge Fornasari – la messa a disposizione di tutta la dotazione tecnologica necessaria, l’organizzazione in toto della rassegna, la comunicazione, la logistica, il personale e, più in generale, la cura quotidiana dell’area interessata.

Si tratta quindi di una manifestazione resa possibile grazie alla fattiva collaborazione di entrambe le parti”.

“Alcuni mesi fa abbiamo manifestato all’amministrazione – prosegue – comunale la nostra disponibilità a continuare l’esperienza alle medesime condizioni, né più né meno. Ma l’incertezza sul futuro dell’area e la volontà – a quanto si dice – di ripensare alcune attività ricreative estive all’interno della stessa, ci consegnano oggi questa situazione di stallo”.

Fornasari sottolinea che i tempi ora “si fanno stretti” anche perchè occorre cercare sponsor e sostegni indispensabili.

“Per una buona riuscita della manifestazione, nel caso la si volesse riconfermare, occorre mettersi in moto ora. Benché possa sembrare un’iniziativa “leggera”, organizzare il tutto comporta tempi anche relativamente lunghi: occorre curare gli aspetti tecnici legati alla sicurezza dell’area, prendere contatto con i distributori dei film e con tutti i fornitori, definire gli aspetti logistici e le mansioni del personale e dei volontari coinvolti, preparare la comunicazione, ricercare sponsor e contributi.

Quest’ultimo aspetto non è secondario. Il cinema all’aperto con i soli biglietti non si sostiene, sono necessari interventi di sostegno da parte di soggetti pubblici e privati. Da quando è venuto meno il contributo economico da parte del Comune, la ricerca di fondi ha assorbito molte delle nostre energie.

Se trovare sponsor privati rimane sempre un’impresa ardua, una sorta di chimera, dall’anno scorso grazie alla Legge Regionale sul cinema e sull’audiovisivo, eravamo riusciti ad assicurarci, grazie alla qualità della rassegna, un contributo economico, seppur esiguo, che a conti fatti è risultato determinante.

Procrastinare ulteriormente i tempi vorrebbe dire ridurre o azzerare le possibilità di trovare altre forme di sostegno. Nello specifico, ad esempio, il bando della Regione è attualmente in corso e si chiuderà ad aprile.

Perdere questa opportunità, premesso che non vi è alcuna certezza di vedere riconfermato il contributo dello scorso anno in quanto lo stesso viene attribuito sulla base di una specifica programmazione di qualità, ridurrebbe ulteriormente le possibilità di imbastire il palinsesto dell’arena cinematografica.

Ci sono però anche alcuni punti fermi ai quali non vogliamo e non possiamo rinunciare.

La rassegna di cinema all’aperto è sempre stata una manifestazione popolare, per tutti, non di nicchia, non elitaria, che ha sempre riscosso trasversalmente i favori del pubblico.

Il cinema all’aperto è un tipo di manifestazione incompatibile con altre forme di intrattenimento che si volessero organizzare contemporaneamente nella medesima area. Il cinema all’aperto è un’iniziativa che trova una sua sostenibilità economica se pensato su un periodo medio-lungo (luglio e agosto).

In questi ultimi mesi abbiamo anche valutato sedi alternative in città con scarso successo. Non abbiamo individuato aree che, a parità di condizioni logistiche, potessero garantire la prosecuzione della rassegna cinematografica senza pesanti aggravi economici.

Tutto ciò per dire che la nostra “insistenza” non è finalizzata ad uno sterile interesse di parte, ma per ribadire che è urgente un’indicazione precisa. Si fa, non si fa, lo faranno altri”.

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