Affluenza al 75,5 per cento a Piacenza. Cronaca della giornata elettorale fotogallery

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Urne chiuse per il voto politico anche a Piacenza: la partecipazione ha raggiunto il 75,56 per cento.

Cinque anni fa, il 25 febbraio 2013, per la Camera votò il 78,63 % degli aventi diritto, mentre per il Senato la percentuale arrivò al 78,45 %.

Secondo i dati forniti dalla Prefettura Gossolengo (84, 91%), Pontenure (83,90%), Villanova (82,34%) sono tra i Comuni della Provincia di Piacenza dove l’afflusso alle urne è stato più elevato.

A Piacenza città invece l’affluenza è stata del 78,59%.

Tra i Comuni con l’affluenza più bassa si segnalano i Comuni di montagna come Zerba (41,55%), Ferriere (54,05%), Cerignale (59,58%), messi probabilmente in difficoltà dal maltempo di questi giorni.

Code ai seggi – In attesa dei dati definitivi relativi all’affluenza, rilevata alle 12, alle 19 e alla chiusura delle 23, queste elezioni hanno visto in diversi seggi lunghi tempi di attesa, con code per poter accedere alle urne.

Le ragioni? Uno dei motivi potrebbe essere la procedura di controllo della scheda elettorale, con talloncino antifrode, ha reso meno celere la procedura di voto.

L’affluenza alle ore 19 – A Piacenza e nei 46 comuni della provincia alle 19 per la Camera (scheda rosa) ha votato il 65,42  per cento.

In Emilia Romagna la media è superiore, sopra al 66 per cento, la regione dove si è votato di più.

Il comune con la partecipazione al voto più alta è Villanova con il 72  per cento mentre la maglia nera spetta a Zerba con il 37,5 per cento. Nel capoluogo ha votato il 64,76 per cento.

I DATI DELLA PREFETTURA

L’affluenza alle ore 12 – A Piacenza e nei 46 comuni della provincia alle 12 per la Camera (scheda rosa) ha votato il 24,25 per cento. Dopo Ferrara è la provincia in Italia dove si è votato di più.

In Emilia Romagna la media è più bassa, ferma al 22,7 per cento, mentre Piacenza è la seconda provincia con la partecipazione più elevata dopo Ferrara.

Il comune con la partecipazione al voto più alta è Pontedellolio con il 28,6 per cento mentre la maglia nera spetta a Zerba con il 9,7 per cento. Nel capoluogo ha votato il 24,15 per cento.

Il raffronto con le elezioni di 5 anni fa, quando alle 12 andò ai seggi il 19,2 per cento degli elettori alla Camera e il 19,76 al Senato è condizionato dal fatto che allora si votata anche il lunedì mattina.

Pierluigi Bersani ha votato nella mattinata  a Piacenza alla scuola Pezzani. E all’uscita della cabina ha infilato direttamente le schede nelle urne – secondo quanto riportato dall’Ansa – venendo ripreso dal personale di seggio che avrebbe dovuto controllare il numero sul bollino anti-frode e poi rimuoverlo.

“Il tagliando andava… “, gli dice una scrutatrice della sezione, ma poi taglia corto: “Vabbè è lo stesso, mi scusi. Poi lo togliamo dopo”, alludendo evidentemente al tagliando di controllo anti-frode.

L’ex-segretario Pd (oggi esponente di LeU) è arrivato al seggio a piedi con la moglie Daniela Ferrari.

IN AGGIORNAMENTO

Saranno 211.364 gli elettori piacentini (72mila 405 nel capoluogo) chiamati alle urne. 303 le sezioni sull’intero territorio provinciale, di cui 107 nel capoluogo. In città saranno gli 440 gli scrutatori.

Si vota domenica 4 marzo, dalle 7 alle 23. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi: prima saranno scrutinate le schede del Senato (che possono votare solo gli over 25) e a seguire la Camera.

PiacenzaSera.it seguirà lo spoglio a Piacenza e provincia con dati e aggiornamenti in DIRETTA.

La novità della scheda con il tagliando di controllo – introdotto da questa tornata per scongiurare brogli – imporrà a ciascun elettore di consegnare la scheda votata nelle mani del presidente di seggio, che la inserirà nell’urna solo dopo aver staccato il “francobollo” adesivo.

Per la prima volta si vota con una nuova legge (3 novembre 2017, n. 165, “Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”). Per la Camera 17 deputati saranno eletti in altrettanti collegi uninominali, calcolati sulla base della popolazione risultante dal censimento 2011.

Per attribuire i restanti 28 seggi con metodo proporzionale nella circoscrizione Emilia-Romagna sono stati costituiti 4 collegi plurinominali. Per l’elezione del Senato l’intero territorio dell’Emilia-Romagna costituisce un’unica circoscrizione regionale. Alla regione sono assegnati 22 seggi, di cui 8 attribuiti in collegi uninominali. I restanti 14 seggi sono attribuiti con metodo proporzionale nei 2 collegi plurinominali costituiti dall’accorpamento dei collegi uninominali del Senato.

Possono votare per la Camera i cittadini italiani che abbiano compiuto 18 anni entro il 4 marzo 2018, mentre per il Senato è necessario avere 25 anni alla stessa data.Per votare i cittadini devono presentarsi presso il seggio in cui risultano iscritti, muniti di un documento di riconoscimento e della tessera elettorale.

Gli Sportelli polifunzionali Quic di viale Beverora 57 a Piacenza osserveranno un orario prolungato di apertura per chi fosse sprovvisto di carta d’identità in corso di validità e della tessera elettorale.

Domenica 4 marzo, in concomitanza con l’apertura dei seggi dalle 7 alle 23, per l’intera giornata si provvederà unicamente a tessere elettorali e carte d’identità elettroniche. E’ possibile richiedere il duplicato della propria tessera elettorale al Quic in caso di deterioramento, esaurimento degli spazi, smarrimento o furto della stessa.

LA SCHEDA – La scheda è composta da due sezioni differenti. Ci sarà il nome del candidato uninominale della Camera e del Senato (sono 232 collegi per la Camera e 116 per il Senato) e i simboli dei partiti che compongono le coalizioni, o i singoli partiti, con a fianco i nomi dei candidati al plurinominale.

Le modalità per votare sono due, l’elettore può tracciare una croce sul nome del candidato all’uninominale oppure il simbolo di uno dei partiti che lo sostiene.

NON C’E’ VOTO DISGIUNTO – Il Rosatellum non prevede il voto disgiunto, quindi qualora l’elettore dovesse votare un candidato all’uninominale e una lista che non l’appoggia il voto verrebbe considerato nullo.

Nel caso in cui l’elettore esprima la sua preferenza solo al candidato nell’uninominale, il suo voto viene esteso automaticamente alla lista di sostegno e, nel caso di coalizione, sarà distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai risultati delle liste stesse in quella circoscrizione elettorale.

Nel caso in cui l’elettore voti invece per un partito – in coalizione o da solo – il voto verrà automaticamente assegnato al candidato dell’uninominale.

I CANDIDATI – I candidati al collegio della Camera (Piacenza e provincia) sono 11, mentre le liste sono 17 (GUARDA L’ELENCO).

I candidati al collegio del Senato (Piacenza e provincia, più una vasta porzione della provincia di Parma) sono 12 e le liste 18 (GUARDA L’ELENCO)

Risultati, flussi e mappe sull’Emilia-Romagna nella Banca dati elettorale dell’Assemblea legislativa – I risultati elettorali dei collegi di Camera e Senato dell’Emilia-Romagna, i flussi di voto, i dati sull’affluenza alle urne nonché il dettaglio regionale, provinciale e comunale dei voti espressi a candidati, liste e coalizioni? C’è la Banca dati elettorale dell’Assemblea legislativa.

Da martedì 6 marzo saranno disponibili i risultati consolidati ufficiali del ministero dell’Interno. In seguito i dati elettorali potranno essere consultati e analizzati attraverso rapporti analitici collegati a mappe tematiche territoriali della regione.

La Banca dati elettorale (Bde), realizzata dal servizio statistico dell’Assemblea legislativa in collaborazione con quello della Giunta, è uno strumento internet di tipo dinamico che attraverso due applicazioni web-cartografiche consente di confrontare i dati dell’affluenza alle urne tra differenti coppie di elezioni e i risultati ottenuti da due candidati, due liste, due coalizioni o due aree politiche in due tornate elettorali differenti.

La Banca dati elettorale ha l’obiettivo di rendere disponibile il patrimonio informativo relativo alle elezioni che si sono svolte in Emilia-Romagna dal 1946 a oggi. Le modalità di presentazione delle mappe territoriali, propongono, in modo semplificato, una nuova chiave di lettura e di analisi dei risultati elettorali con dettaglio comunale, provinciale e regionale. Oltre all’indagine visuale della cartografia è possibile ottenere dal sistema prospetti stampabili in formato Excel e PDF. Per accedere alla Banca dati elettorale digitare qui (Luca Govoni)

COSI’ ALLE POLITICHE NEL 2013 A PIACENZA Nella nostra provincia era stato testa a testa fino all’ultima scheda tra centrodestra e centrosinistra.

La coalizione guidata da Pierluigi Bersani si era imposta al Senato per 267 voti, 32,6 % contro il 32,43 %, mentre aveva perso alla Camera per 1542 voti, 31,94% contro il 31%. Il Movimento Cinquestelle si confermava il terzo partito a livello provinciale dopo Pdl e Pd, con il 22,71% alla Camera. Delusione per Monti che superava appena l’8% cannibalizzando Udc e Futuro e Libertà, bloccate abbondantemente sotto l’1%: la coalizione del professore arrivava al 9,12%. Al quarto posto Fare per Fermare il declino, che con l’1,76% batteva Rivoluzione civile di Ingroia arrivata all’1,68%.

A Piacenza città centrosinistra avanti e Pd primo partito. Nel comune di Piacenza alla Camera il centrosinistra si era piazzata avanti con il 34,1%, seguita dal centrodestra con il 25,09%, Movimento Cinquestelle con il 20,97%, Scelta civica con Monti con il 9,4%. Al Senato si riduceva il divario tra le prime due coalizioni: centrosinistra avanti con il 35,73%, seguita dal centrodestra con il 29,42%, Movimento Cinquestelle con il 19,66%, Scelta civica con Monti con il 10,26%. 78,6 % il dato dell’affluenza nella nostra provincia.

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