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Senato e Camera, al via le sedute con gli eletti piacentini

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Al via la nuova legislatura, la XVIII della Repubblica italiana: Camera e Senato tengono la loro prima seduta di insediamento e per l’elezione dei rispettivi presidenti.

Presenti anche gli eletti di Piacenza: Pietro Pisani (Lega) al Senato, Paola De Micheli (Pd), Elena Murelli (Lega), Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) e Pierluigi Bersani (LeU) alla Camera.

Il Senato è stato convocato alle 10 e 30. I punti all’ordine del giorno sono la costituzione dell’ufficio di presidenza provvisorio; la convocazione della giunta provvisoria per la verifica dei poteri e l’elezione del presidente.

L’elezione si svolgerà con votazione a scrutinio segreto e sarà eletto presidente chi raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza nemmeno con un secondo scrutinio, si procederà, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il senato procederà nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e verrà proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

Lo spoglio delle schede votate sarà pubblico e avverrà in aula.

A presiedere la seduta il senatore a vita Giorgio Napolitano, il senatore più anziano d’età.

La Camera dei Deputati è convocata alle 11 per la prima seduta, che all’ordine del giorno prevede l’elezione dei presidenti delle assemblee; poi la costituzione dei gruppi parlamentari e quindi i componenti dell’ufficio di presidenza.

L’elezione del presidente della Camera avrà luogo con scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti della camera. Dal secondo scrutinio sarà richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.

La votazione si svolge mediante l’appello dei deputati che, una volta ricevuta la scheda di voto, la compileranno nelle apposite cabine allestite tra il banco della presidenza e quello del governo e la deporranno nelle urne. La seduta sarà comunque unica anche se la sua durata dovesse protrarsi per più di un giorno.

A presiedere l’adunanza Roberto Giachetti (Partito Democratico) essendo il più anziano dei vicepresidenti della Camera rieletti della scorsa legislatura.

 

Da quando saranno eletti i presidenti delle due Camere, il presidente del consiglio uscente, Paolo Gentiloni potrà salire al Quirinale per dimettersi: resterà comunque in carica per il disbrigo degli affari correnti fino all’incarico del nuovo premier.

Si aprirà la fase delle consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione dell’esecutivo. Il capo dello Stato ha due opzioni: incarico esplorativo (se non è chiara una maggioranza) o incarico pieno per formare il nuovo governo.

Dopo l’incarico al nuovo presidente del consiglio e la fiducia dei due rami del parlamento, il governo potrà cominciare il suo lavoro e alla camera e al senato verranno costituite le Giunte, le Commissioni permanenti, quelle di vigilanza e controllo, oltre alle eventuali Commissioni d’inchiesta per l’avvio effettivo dei lavori.

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