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UniCatt e Diocesi insieme per costruire un ponte tra Chiesa e società

“Dal business all’anima”: è questo il nome del progetto realizzato grazie alla collaborazione di Diocesi di Piacenza-Bobbio e Università Cattolica. L’iniziativa, presentata in una conferenza stampa punta a realizzare, con l’intervento di 15-20 studenti di diverse facoltà dell’Ateneo, una ricerca sulla vita pastorale della comunità cristiana piacentina e sul suo impegno sociale e in campo culturale per farne emergere la ricchezza di vita nell’esperienza dei suoi protagonisti e testimoni.

Presenti alla conferenza Don Davide Maloberti, monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, la professoressa Anna Maria Fellegara, preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, il professor Paolo Rizzi, direttore del Laboratorio di economia locale e il manager piacentino Giuseppe Borea, insieme ad alcune studentesse partecipanti al progetto che hanno esposto il lavoro che andranno ad effettuare.

L’obiettivo del progetto, realizzato per la prima volta, è raccontare ai piacentini ciò che la Chiesa piacentina-bobbiese fa nella sua vita quotidiana sul piano soprattutto della vita pastorale, dell’impegno nel sociale e nel campo della cultura. Non si vuole dare però della chiesa una presentazione organizzativa, ma mostrare un “popolo in cammino” e al lavoro nel dare un’anima, una speranza all’intera società, da cui nasce il titolo del progetto.

Dal business all'anima, conferenza

“Non vogliamo volare sulle nuvole, ma essere concreti informandoci e di conseguenza informare i cittadini condividendo il sapere.L’idea è infatti quella di far conoscere quella che la Diocesi nella sua quotidianità fa” – afferma la preside Fellegara. Si tratta infatti di venire a conoscenza della vita “base” della Chiesa, cioè la sua quotidianità, con le tante comunità cristiane in cammino e inserite nel mondo come “lievito”.

Molti, nel guardare alla Chiesa, possono essere condizionati da vari pregiudizi; oppure, per mille motivi, presi dal lavoro e dalla vita ordinaria, non conoscono quasi nulla della vita della comunità cristiana. La premessa nasce dal desiderio di sensibilizzare altre persone, in particolare il mondo degli imprenditori, spesso travolti dagli impegni professionali richiesti dalle loro aziende, perché potessero conoscere da vicino che cos’è la Chiesa e la grande opera pastorale, sociale e culturale che quotidianamente porta avanti.

In seguito alla presentazione del progetto le parole del Vescovo: “L’organismo sociale e umano è unico: dobbiamo far valere il principio di unificazione secondo cui non bisogna sezionare nulla ma unire, sempre. Ciò che fa la Chiesa è dare e ricevere, e questo ne è un caso eclatante: gli studenti ci stanno dando tanto, e viceversa.”

Dal business all'anima, conferenza

Il programma vedrà come prima cosa un punto della situazione circa l’organismo socio-pastorale (l’andamento del numero dei sacerdoti e dei religiosi, numero parrocchie, presenza dei laici, metodi e strumenti di comunicazione…) e sulle attività promosse. La ricerca coinvolgerà anche i dati della presenza della Chiesa nel sociale e i numeri dell’impegno nel mondo dei beni culturali e della cultura in genere. Nel corso del progetto i giovani potranno incontrare i rappresentanti delle aziende e delle istituzioni per presentare ciò che la diocesi fa nei diversi settori.

Per quanto riguarda le tempistiche, il direttore del Laboratorio di economia locale Rizzi sottolinea: “Il progetto andrà avanti fino all’inizio dell’estate, che coincide con la fine delle lezioni. Dopo di che si procederà con l’elaborazione dei dati raccolti, per poi procedere con la presentazione e pubblicazione dei risultati presumibilmente in autunno.”

Un progetto innovativo e fuori dagli schemi, in quanto è presente un coinvolgimento tra due realtà apparentemente sconosciute tra loro ma che ha trovato con grande entusiasmo un punto di incontro. Il monitoraggio e il racconto dello svolgimento dell’iniziativa sarà visibile ne Il Nuovo Giornale, sia in versione cartacea che online, e infine gli studenti riceveranno un attestato sia della Diocesi che dell’Università che documenti il progetto svolto.

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