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Coinvolto nell’aggressione del carabiniere dal carcere: “Memorabile giornata di lotta”

Si trova ancora nel carcere delle Novate a Piacenza dopo i fatti violenti del 10 febbraio scorso durante la manifestazione degli antagonisti contro la sede di CasaPound.

E’ Lorenzo “Dibi” Canti, uno dei tre giovani antagonisti incarcerati subito dopo le indagini svolte dalla Procura sull’episodio di aggressione nei confronti del carabiniere Luca Belvedere in via Sant’Antonino.

Lorenzo Canti ha deciso di scrivere una lettera dalla sua cella, il testo è stato pubblicato da InfoAut.

Car@ compagn@,

scrivo questa lettera dal carcere di Piacenza in cui mi trovo rinchiuso da quella memorabile giornata di lotta collettiva che da nord a sud dell’Italia ha visto le strade e le piazze riempirsi di una forza politica fondamentale per la nostra classe precaria in questo periodo storico: un tuonante NO al fascismo e al razzismo.

Queste le prime righe del testo nel quale il 23enne modenese sottolinea: “Abbiamo vinto tutti noi che abbiamo conquistato le piazze a spinta per non permettere i comizi fascisti e l’equiparazione “democratica” dell’antifascismo militante con il fascismo”.

Nessun cenno all’aggressione al carabiniere, se non un passaggio su “il “pugno di ferro” che mi tiene in carcere con la sola accusa di resistenza è solo un pezzo di carta”.

“La liberazione di Mustafà – aggiunge nella lettera – mi ha riempito di gioia. Ora in cella siamo rimasti solo noi due, ma non siamo soli, e non lo saremo mai se fuori i compagni e le compagne antifascisti di tutta Italia continuano a manifestare il grande No al fascismo proprio come abbiamo fatto in queste ultime settimane”.

Ricordiamo che dei tre giovani arrestati, è uscito dal carcere solo Moustafa Elshennawi, mentre è ancora in carcere Giorgio Battagliola.

Commenti

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  1. Scritto da AMX

    Qui ci vuole il manicomio, non solo il carcere…