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Abuso di alcol, in un anno 300 giovanissimi al Pronto Soccorso: ecco l'”operatore di corridoio” foto

Arriva negli ospedali di Piacenza l’operatore di corridoio: è questo il progetto che l’Azienda Usl di Piacenza (rappresentata dal direttore generale Ausl Luca Baldino), con il supporto e il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, è riuscita a lanciare.

Una figura che si occuperà di affiancare l’operatore sanitario, medici e infermieri, in modo informale ma comunque professionale in presenza di pazienti che giungeranno al Pronto Soccorso affetti da intossicazioni, abusi di sostanze stupefacenti e alcol.

Tutto questo in occasione del mese della prevenzione alcologica, ma anche con lo scopo di “diminuire il numero di ingressi al Pronto Soccorso a causa di intossicazioni, soprattutto tra i giovani” – ha spiegato Antonio Agosti, dirigente medico di Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza e referente del progetto.

“Spesso i ragazzi entrano accusando apparenti traumi o problemi ginecologici per quanto riguarda le donne, per poi scoprire che la realtà è un’altra. Ci risulta talvolta difficile individuare il vero problema, ma questa figura potrà aiutarci – ha continuato – Il progetto, con l’aiuto della Fondazione, cercherà di dare una risposta a tutto questo.”

I numeri sono infatti allarmanti, come sottolinea lo stesso Agosti: “Su 62mila accessi al Pronto Soccorso di Piacenza in un anno, 3.500 sono stati pazienti intossicati, 300 di loro sono giovanissimi dai 14 ai 18 anni d’etàIl numero è ora stabile da circa 4-5 anni, anche se appare più frequente l’accesso di giovanissimi, intorno ai 14 anni, per intossicazione da alcol. Naturalmente non si tratta solo di quest’ultimo, ma anche altre sostanze quali farmaci, cannabis – che di per sé non è pericolosa come le altre sostanze ma che viene sempre consumata con alcol, motivo per cui i giovani arrivano in ospedale intossicati – per non parlare di anfetamine, cocaina ed eroina.”

Conferenza stampa

Per questo motivo il lancio di questo progetto, che avrà durata triennale, vedrà l’inserimento dell’operatore di corridoio inizialmente nei weekend – momento in cui l’affluenza è maggiore – e prevederà inoltre un servizio di consulenza telefonica 24 ore su 24 per fornire supporto a distanza per la gestione del paziente consumatore di sostanze.

“Abbiamo pensato di introdurre una figura intermedia che non sia sanitaria nel senso vero del termine: non medici o infermieri, ma educatori altamente formati e professionali, che avranno lo scopo di fare da interfaccia tra l’operatore sanitario e il paziente e cercheranno di comprendere ciò che sta accadendo. Inoltre l’operatore di corridoio si occuperà si supportare e di indirizzare il paziente, subito dopo la fase di emergenza, verso servizi che possono aiutarlo a “recuperarsi” – ha spiegato Antonio Mosti, direttore Sert Piacenza.

“Si tratta di un compito molto delicato, che si integra all’attività sanitaria, e importante perché introduce un elemento di novità: una figura informale che dovrà essere in grado di adeguarsi ad ogni persona che avrà davanti, relazionarsi con lui e farlo sentire al sicuro – ha poi concluso – Per ultimo, l’operatore sarà in grado di raccogliere dei dati internazionali per andare a cogliere gli eventuali segni di scompensi in pronto soccorso.”

Piacenza sarà la prima a sperimentare in via ufficiale in regione, anche se tale figura è già stata inserita, sempre a livello sperimentale, nel Pronto Soccorso di Reggio Emilia. Un’iniziativa volta a diminuire le cifre allarmanti di persone che abusano di queste sostanze, migliorare l’efficienza sanitaria, ma soprattutto indirizzare gli “intossicati” verso la via giusta.

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