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“Anche il carcere fa parte della città” Dalla fiaccolata un ponte verso Le Novate fotogallery

“Non c’è santo senza passato e non c’è peccatore senza futuro”. E’ la frase di Papa Francesco che ha lasciato un segno nel corso della fiaccolata fino al carcere di Piacenza, a cui hanno partecipato circa 300 persone nella serata di venerdì 13 aprile.

Un appuntamento fortemente voluto dal vescovo Gianni Ambrosio, giunto alla sua terza edizione, che quest’anno per la prima volta ha visto la partecipazione dei rappresentanti di altre confessioni religiose, la Comunità Islamica, gli ortodossi e gli Hare Krishna.

Perché i carcerati non cessino di appartenere alla comunità cristiana e non si sentano estranei alla nostra città.

Questo il significato della marcia iniziata sul sagrato della chiesa di Santa Franca che si è conclusa, dopo una tappa intermedia al convento di via Pennazzi delle suore carmelitane scalze, davanti all’ingresso delle Novate.

Entro l’anno avverrà – è stato ricordato da Davide Marchettini della Caritas Diocesana – l’apertura di una casa di accoglienza per tre persone che possano scontare pene alternative al carcere, che altrimenti non avrebbero altro luogo dove andare. Perchè le misure alternative alle sbarre fanno diminuire le recidive e aiutano l’integrazione dei detenuti. E’ l’opera segno della nostra comunità dal Giubileo.

Fiaccolata al carcere delle Novate

Nel corteo anche la vicesindaco Elena Baio e l’assessore ai Servizi sociali Federica Sgorbati, il direttore della Caritas Giuseppe Chiodaroli, la segretaria della Cisl di Piacenza Marina Molinari, e poi tante persone comuni, gli scout e i volontari.

Davanti al convento delle carmelitane scalze suor Cecilia ha formulato un appello a guardare alle cose “con speranza” per stare dalla parte dei “germogli appena visibili di vita nuova, per saper riconoscere l’umanità in spazi dove non avremmo mai pensato di trovarla”.

All’ingresso del carcere è stato acceso con le fiaccole il tradizionale braciere da cui è stata attinta la fiamma per accendere il cero pasquale all’interno della struttura dal cappellano Don Adamo Affri.

E poi l’ascolto di alcune testimonianze. Come quella di Martina Sandalo, giovane “supplente” nella scuola carceraria delle Novate che ha raccontato il suo incontro con “allievi stimolanti”. “Gradualmente ho smesso di pensare a loro come detenuti – ha ammesso – ho trascorso un mese di supplenza insieme a persone che mi hanno fatto sentire utile”.

Fiaccolata al carcere delle Novate

La direttrice Caterina Zurlo ha ringraziato e sottolineato la presenza di religioni diverse rappresentate nella manifestazione: “Perchè ci sono tante confessioni nel carcere e questo è un abbraccio significativo, non ci fate sentire dimenticati”.

Il vicesindaco Elena Baio ha detto: “Forse non servono tante parole stasera, ringrazio il vescovo per aver creato questo ponte perché il carcere fa parte della città e i detenuti sono piacentini”.

Il congedo è stato affidato al vescovo Gianni Ambrosio: “Abbiamo camminato verso una meta, verso i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono in carcere.

Siamo un’unica comunità che è in grado di accendere la luce nella notte, con gli occhi della fede possiamo vedere oltre questi muri e queste sbarre per guardare il volto di queste persone. Questa è una parrocchia superlativa”.

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