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Rota (Confindustria): “Piacenza prima per occupazione, no a visione triste” foto

“E’ un peccato per Piacenza che abbia prevalso la visione di città triste e non sia stato valorizzato a sufficienza il dato sull’occupazione”. E’ la riflessione del presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota richiamando il reportage realizzato nelle scorse settimane da “Repubblica” sulla nostra provincia, dal quale emergeva il primato su scala nazionale per il tasso di occupazione ma anche la “tristezza” che caratterizzerebbe la città.

L’esternazione nel corso dell’incontro che consiglio dell’associazione degli industriali ha avuto con i parlamentari piacentini eletti nel corso delle ultime consultazioni politiche. Un’occasione per presentare la realtà locale, evidenziando le problematiche del fare impresa in un contesto internazionale ad alta competitività.

Infrastrutture, burocrazia più snella, certezza dei pagamenti, housing sociale, fino al nuovo ospedale: questi alcuni dei temi al centro del dibattito, con gli industriali che hanno “interrogato” Paola De Micheli (Pd), Tommaso Foti (FdI), Elena Murelli e Pietro Pisani (Lega Nord). Non era invece presente Pierluigi Bersani.

“Abbiamo bisogno di spingere su temi dibattuti ormai da tempo – ha evidenziato Rota -: le infrastrutture del nostro territorio, gli interessi e gli sviluppi, dal punto di vista industriale, stanno crescendo con risultati che danno ampio merito alle nostre aziende, ma abbiamo bisogno di supporto. Tutto quello che è stato fatto fino ad ora e che è stato motivo di crescita per le nostre aziende, vorremo fosse mantenuto. Per quanto riguarda l’ospedale, ci piacerebbe diventasse una proprietà del territorio. Abbiamo tanti argomenti su cui lavorare: la “mediana”, una strada di supporto all’autostrada che attraversa il nostro territorio, e i ponti che sono in grossa difficoltà”.

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CISPADANA, CERTEZZA PAGAMENTI E RIQUALIFICAZIONE URBANA – “Sulla volontà di realizzare la nuova strada Cispadana – ha detto Tommaso Foti rispondendo a Claudio Bassanetti, che chiedeva “una strategia a livello nazionale per la viabilità”, e al vice presidente di Confindustria Maurizio Croci – purtroppo c’è una scelta regionale che non fa entrare questa infrastruttura nel territorio piacentino, si ferma a 5 chilometri da Villanova. La Regione si renda conto che vanno creati nuovi assi di scorrimento per evitare che la città scoppi di traffico. Sulla legge urbanistica il tema della rigenerazione urbana è una presa in giro per gli investimenti scarsi, in particolare per i condomini”.

“La partita della strada Cispadana non è per nulla chiusa, – ha precisato Paola De Micheli – c’è una riprogrammazione da fare sulla viabilità del Nord Italia e anche sulla distribuzione delle risorse si potrà intervenire. Così come abbiamo stanziato i fondi per la riqualificazione dei ponti sul Po: davanti ad un piano delle opere infrastrutturali più chiaro occorrerà organizzare la viabilità senza mettere i difficoltà i territori coinvolti”.

“Sulla questione dei pagamenti, in particolare nella filiera dell’edilizia, in altri paesi funziona con le fideiussioni; il sistema deve essere rivisto sulla scorta della selezione delle imprese, spingendo in alto sulla qualità. Quanto al tema della rigenerazione urbana e della riqualificazione dei condomini, abbiamo immaginato un sistema di finanziamento dei lavori sostenibile. C’è un tema anche culturale e di consapevolezza da affrontare per incentivare la riqualificazione e promuovere la qualità dell’abitare”.

LOGISTICA – Sollecitati dalle domande, Foti e De Micheli hanno toccato anche il tema del possibile ampliamento del polo logistico a Croce Grossa a Piacenza, dopo le voci del recente passato. “Il modo peggiore per affossare tutte le iniziative economiche è parlarne sul giornale – sostiene Foti -. C’è da anni una previsione urbanistica nel Psc di ampliamento del comparto logistico, ma è sbagliato speculare sui nomi di possibili operatori. Ed è evidente che servono iniziative e opere di compensazione e di viabilità. Ad oggi occorre ancora realizzare il trasferimento dello scalo merci ferroviario ad uso degli operatori commerciali: dobbiamo ragionare sui progetti, se sono validi gli strumenti ci sono”.

“Avevamo costruito con una delle più grandi imprese italiane uno studio di fattibilità per un nuovo insediamento che oggi non si farà – ha ricordato De Micheli -. C’è il tema delle regole che è fondamentale affrontare e l’esperienza che abbiamo costruito con Ikea è modello che dobbiamo essere in condizione di replicare. Da Piacenza possiamo fare un lavoro nazionale molto importante per far arrivare investimenti di un certo livello e anche di qualità. Senza un dialogo virtuoso con la committenza sulle regole non potremo proporci in maniera valida”.

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IMPRESE ED ESTERO – “Siamo bravi in tanti settori – ha sottolineato Elena Murelli -,  ma non siamo capaci di fare squadra e lo Stato non ci supporta. La mancanza di un Paese che sostenga i diversi settori è fondamentale, non basta organizzare le mission all’estero che spesso non servono. Noi parlamentari possiamo essere un punto di forza per i territori, possiamo portare le istanze in Parlamento. In questi anni è mancata una politica industriale, oltre a regole chiare per la delocalizzazione. Va difeso il vero Made in Italy all’estero, come nell’agroalimentare e nel campo della moda”.

“Voi imprenditori siete degli eroi perché non siete stati sostenuti nel vostro fare impresa – ha detto Pietro Pisani – . Occorre ripartire dal basso, dalle Camere di Commercio, dalla riforma fiscale con la flat tax, dalle misure di sostegno e dalle regole perché non è possibile fare imprenditoria senza avere certezze”.

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