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Denunciò le educatrici del nido Farnesiana: “Chi tutela i bambini viene anche licenziato”

“Quei bambini erano tutti figli miei, ma chi tutela i bambini viene anche licenziato”. A parlare è Rosanna, la collaboratrice scolastica che per prima avrebbe denunciato i presunti maltrattamenti all’interno dell’asilo Farnesiana a Piacenza, facendo scattare l’inchiesta che ha portato nel maggio 2017 all’arresto di due educatrici, poi rimesse in libertà.

La donna ha rilasciato un’intervista a Veronica Ruggeri, inviata della trasmissione “Le Iene” che sulla vicenda ha realizzato un servizio andato in onda nella puntata di domenica. “Ho iniziato dal 2011 a lavorare nell’asilo – ha raccontato, riferendo di episodi che sarebbero accaduti all’interno del nido: “Una volta, finita l’ora della pappa, un’educatrice spingeva un bambino come una palla da calcio. Ho segnalato subito quanto successo, ma la mia segnalazione è andata a vuoto e la situazione è peggiorata: i bambini avevano terrore, se ad uno di loro cadeva un bicchiere gli veniva dato in testa, anche dieci volte”.

IL SERVIZIO DAL SITO DE “LE IENE”

La trasmissione ha fatto ascoltare una registrazione audio, risalente – a quanto viene detto – ad un anno prima della denuncia, di una riunione interna della scuola nella quale era stata affrontata la questione: “Tutti vedono, tutti sentono e poi tutti si tirano indietro – dice Rossana in quell’occasione – allora la situazione non si risolve mai”.

“Dopo la denuncia – ha proseguito nel suo racconto – sono stata trasferita fuori Piacenza in una struttura per anziani. Stavo male, forte depressione, ansia, di notte non dormivo e sono finita in ospedale. Hanno detto che ho superato i termini di malattia e mi hanno licenziata”. “Rosanna ha una malattia professionale – sostiene il legale della donna Sara Soresi – e non poteva essere licenziata. Licenziare una persona che ha denunciato questi episodi lancia un bruttissimo segnale”.

Diversa la versione di Coopselios, la cooperativa la quale Rosanna era dipendente, secondo cui la donna non si è ammalata per il suo lavoro, visto che sui certificati medici inviati questo non era specificato. L’inviata, dopo averlo cercato invano in sede, è riuscita a intercettare il direttore della cooperativa: “La signora non è stata trasferita perchè ha denunciato – le sue parole -, se vuole incontrarmi a quattr’occhi ne parliamo. Questa è una storia che è nata male”.

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