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Fondazione vittime dei reati, 28 casi a Piacenza. Incontro a Bologna

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Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, venerdì a Bologna il racconto del presidente Carlo Lucarelli attraverso le voci di alcune fra le tante vittime assistite in questi anni

Sono in totale 26 le persone (11 donne, 2 uomini, 13 bambini e ragazzi) che hanno ricevuto nel corso dell’ultimo anno un sostegno concreto da parte della “Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati”, organismo unico in Italia, nato nel 2004 per dare un aiuto, di carattere economico, a coloro che subiscono gravi reati dolosi o ai familiari in caso di decesso.

Sale così a 666 il totale delle vittime di reato aiutate dalla Fondazione dalla sua costituzione a oggi: 268 donne, 107 uomini, 291 bambini e ragazzi. Oltre 2,5 milioni di euro i fondi stanziati, mentre 324 sono state le istanze accolte, cioè i casi trattati, 28 dei quali a Piacenza.

L’attività della Fondazione è stata raccontata venerdì 20 aprile, a Bologna, nella Sala ‘20 maggio 2012’ della Terza Torre della Regione Emilia-Romagna, dal suo presidente, Carlo Lucarelli, scrittore, giornalista e autore televisivo: una narrazione scandita dalle testimonianze video di alcune vittime di reato fra le tante sostenute in questi anni.

All’incontro hanno partecipato, oltre al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, sindaci e amministratori, rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine, operatori e cittadini, per condividere e rafforzare l’impegno a supporto dell’attività della Fondazione.

A rappresentare il Comune di Piacenza era presente il vice comandante della Polizia Municipale Massimiliano Campomagnani, assieme all’ispettore capo Federica Devoti.

La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati è nata il 12 ottobre 2004 con la firma dell’atto costitutivo da parte dei soci fondatori: la Regione Emilia-Romagna, le Province e i Comuni capoluogo.

Ad essi in questi anni si sono aggiunti Imola e Sassuolo (Mo) e le Unioni Val d’Enza, Pedemontana Parmense e la modenese Unione Terre d’argine che ha aderito nei giorni scorsi.

La Fondazione agisce in tempi rapidi e l’aiuto arriva dopo la richiesta inoltrata dal sindaco del Comune di residenza delle vittime.

Fra le persone aiutate nel 2017: Gessica Notaro, la ragazza sfregiata con l’acido dall’ex compagno, Maria Sirica, la vedova di Davide Fabbri, il titolare del bar di Budrio freddato da Norbert Feher, noto alle cronache come Igor il Russo, la coppia di ragazzi polacchi e la cittadina peruviana vittime dei gravi episodi di violenza accaduti a Rimini in agosto.

Il patrimonio della fondazione è costituito dai conferimenti in denaro effettuati dai soci fondatori all’atto della costituzione.

Il fondo di gestione è alimentato dalle quote annuali dei soci attivi, ma tutti i cittadini, le associazioni, le scuole e altre realtà possono sostenere la fondazione con donazioni di qualsiasi entità (tramite bonifico bancario, iban: IT 08 P 02008 02416 000010328177) o destinando il 5×1000 all’atto della dichiarazione dei redditi (codice fiscale 02490441207). Esemplare in questo senso è stato il gesto degli studenti dell’istituto Romagnosi che, l’anno scorso, hanno raccolto e donato alla Fondazione 100 euro.

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