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Gossolengo premia il “Partigiano Abele”: “La libertà è il bene più caro” fotogallery

Una festa della Liberazione speciale a Gossolengo, con una cerimonia in piazza tutta dedicata al “Partigiano Abele“.

A Gossolengo la premiazione di Renato Cravedi

Sono stati i bambini delle scuole del paese e di Quarto a tributare l’omaggio più sentito a Renato Cravedi, classe ’26, partigiano.

Su iniziativa dell’amministrazione comunale e del sindaco Angelo Ghillani la manifestazione per 73esimo anniversario dalla Liberazione si è trasformata in una festa in piazza.

Alla presenza delle autorità e della dirigente scolastica Marica Draghi, il sindaco Ghillani ha premiato Cravedi con una targa: un riconoscimento non solo per la sua militanza nei partigiani tra il ’44 e il ’45, ma per tutta la vita che ha condotto, per la sua instancabile opera di diffusione della memoria storica e per la difesa dei valori che furono alla base della lotta di liberazione e hanno costruito la democrazia in Italia.

Renato Cravedi lo ha ripetuto più di una volta nel suo discorso, in cui ha rievocato le ragioni del suo nome di battaglia “Abele” (VIDEO): “La libertà è il bene più caro che abbiamo, difendiamola sempre”.

Il partigiano “Abele” è stato l’esempio di una lotta che si è mai separata dalla sua dimensione etica, dalla difesa dei più deboli, dal trattamento umano dei nemici. Cravedi lo ha raccontato nel libretto edito da Officine Gutenberg “Il partigiano Abele”.

Un brano è stato letto durante la cerimonia da Mauro Ferri, autore del volume e direttore di PiacenzaSera.it.

Durante la cerimonia sono intervenuti anche Giulia Piroli, nipote di Cravedi e componente del direttivo provinciale dell’Anpi, e Don Igino Barani, parroco e amico. Presente alla cerimonia anche Luigi Muratori, fratello del comandante “Muro” Ludovico Muratori, che fu il capo proprio di Renato in Val Trebbia e Val Luretta.

Il sottosegretario Paola De Micheli, assente per impegni precedentemente presi, ha inviato un affettuoso saluto a Renato Cravedi, letto dal sindaco Ghillani.

Nell’estate del ’44, non ancora 18enne, Renato Cravedi si affiliò alla brigata partigiana “Stella Rossa”, affrontò il durissimo inverno dello sbandamento e passò con i partigiani guidati dal mitico comandante “Muro”, Ludovico Muratori. Nell’aprile del ’45, a pochi giorni dalla liberazione e dalla fine della guerra, partecipò alla battaglia al castello di Monticello di Gazzola, la più importante della nostra provincia.

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