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Grandine, in Valtidone parte la conta dei danni

Sono pesanti le conseguenze provocate dalla violenta grandinata che ieri, giovedì 12 aprile, si è abbattuta sulla Val Tidone: una vera e propria tempesta di ghiaccio. Le zone di Corano di Borgonovo, Ziano (con chicchi grandi come nocciole nelle località di Seminò, San Lupo e Albareto) e Pianello (con allagamenti, piccole frane e smottamenti) sono quelle più colpite.

Il segretario di zona Coldiretti, Andrea Poggi, commenta: “E’ prematuro fare una stima puntuale dei danni, ma è evidente che chi aveva seminato l’erba medica ha avuto dei problemi per i movimenti del terreno. I danni maggiori alle viti sono dovuti alla caduta delle gemme fruttifere, in particolare quelle precoci per le uve destinate alla spumantizzazione (come chardonnay e probabilmente malvasia) e per la barbera. Sarà quindi ridimensionato il numero dei grappoli. Il rischio – conclude Poggi – è che, a causa di questo fenomeno, possa verificarsi una notevole diminuzione del raccolto”.

RITARDI NELLE SEMINE – L’andamento anomalo di questa primavera conferma i cambiamenti climatici in atto che nei campi si manifestano proprio – sottolinea la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali. A Piacenza il livello idrometrico del fiume Po è salito di circa due metri in sole ventiquattro ore per effetto delle intense precipitazioni.

Al di là dei danni provocati ieri dalla grandine, in generale l’andamento del clima sta creando molti disagi all’agricoltura. Lo conferma il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti: “Per quanto riguarda il pomodoro, i problemi si rilevano nella pianificazione della campagna, in quanto queste continue precipitazioni e questi sbalzi climatici non rendono possibili i trapianti e la quantità delle piantine in deposito nelle aziende comincia ad essere davvero consistente. Inoltre si registrano ritardi nelle semine soprattutto del mais e del pisello, in particolare quest’ultimo prodotto deve rispettare un calendario ben preciso”.

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