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Invasioni Digitali a Piacenza. Smartphone puntati sul Bastione di Porta Borghetto

Sabato 5 maggio 2018 alle ore 16 tornano a Piacenza le Invasioni Digitali: un gruppo di trenta fortunati Instagramers piacentini invaderà – pacificamente – il Bastione di Porta Borghetto a Piacenza, armato di smartphone e macchine fotografiche.

Si tratta della quarta Invasione Digitale a Piacenza, dopo quella del 2015 ai Musei Civici di Palazzo Farnese, quella dell’aprile 2016 al Collegio e alla Galleria Alberoni e quella del maggio 2017 a Palazzo Costa: lo spirito della manifestazione, che è nazionale e internazionale, è quello della riscoperta dei territori e del locale attraverso le potenzialità di Internet e dei social media in particolare.

L’invasione digitale, totalmente gratuita, permetterà quindi di visitare uno dei luoghi più spettacolari della città, in un percorso che unirà le bellezze più note a quelle meno conosciute e raramente visibili al pubblico.

Agli Instagramers il compito di cogliere le suggestioni del Bastione di Porta Borghetto! I partecipanti saranno quindi chiamati a fotografare e postare sul loro canale Instagram immagini, particolari, impressioni sulla visita, raccontando la propria esperienza legata alla visita, utilizzando gli «hashtag» ufficiali #invasionidigitali, #igerspiacenza e #bastioneborghetto. Le foto verranno poi raccolte in un album che verrà pubblicato sulla pagina ufficiale di Igers Piacenza.

Si ringrazia per la disponibilità e la visita al complesso bastionale di Porta Borghetto l’Agenzia del Demanio Regione Emilia Romagna.

STORIA DI PORTA BORGHETTO – Le mura di Piacenza, fatte erigere a difesa della città nel XVI secolo, oltre al loro indiscusso fascino artistico, possono essere considerate fra i capolavori dell’architettura militare a cui presero parte per la progettazione veri e propri maestri nella costruzione di fortificazioni, come Antonio da Sangallo il giovane ed il Sanmicheli. La costruzione delle mura iniziò nel 1525 per volere di Papa Clemente VII (nipote di Lorenzo il Magnifico) e terminò nel 1547 sotto i Farnese.

Degli oltre sei Km che circondavano l’impianto urbanistico cittadino ne sono rimasti circa quattro e mezzo, in seguito ai vari interventi demolitori che si sono succeduti a cavallo fra l’ottocento ed il novecento. Degli undici bastioni originari, solo due non sono più esistenti (Fodesta e San Lazzaro), facendo di Piacenza una delle poche città murate (in Emilia solo Piacenza e Ferrara).

Durante il Risorgimento, Piacenza, insieme a Parma e Guastalla, era passata sotto il protettorato austriaco nel 1822, in seguito al crollo dell’impero napoleonico. Il Torrione Borghetto e la porta detta del Soccorso, furono costruiti dagli austriaci all’interno del sistema difensivo cittadino.

Gli interventi austriaci di radicale ristrutturazione secondo criteri moderni, interessarono le mura farnesiane che si presentavano malandate e insufficienti per le nuove strategie militari e le nuove armi a lunga gittata, sperimentate durante le guerre napoleoniche. Dopo l’Unità d’Italia Torrione Borghetto è restato intatto fino ai nostri giorni, anche se ha subito diversi rimaneggiamenti.

Durante la 1a Guerra Mondiale è stato infatti trasformato in carcere militare, mentre durante la seconda Guerra mondiale fu affidato alla milizia fascista per la difesa contraerea, furono perciò piazzate sul bastione delle batterie di cannoni; fu costruito un piccolo fabbricato ad uso ufficio ed un altro per ospitare i militi addetti ai turni di guardia; fu inoltre costruito un capannone lungo 40 m. finito all’esterno con grandi arcate.

Lo scorso anno l’Agenzia del Demanio ha promosso un bando di gara per la concessione di valorizzazione della struttura dell’”Ex Bastione e Torrione di Porta Borghetto”, e la proposta progettuale vincitrice ha come obiettivo quello di trasformare il bene in una “cittadella della musica” con area concerti, sale prove, sale di registrazione e spazi per la ristorazione.

INSTAGRAMERS PIACENZA – La community piacentina degli Instagramers è gestita da Roberta Abbatangelo e Ambra Visconti, che con entusiasmo portano avanti la mission che è quella comune a tutti gli Instagramers, cioè valorizzare le bellezze paesaggistiche e architettoniche italiane. Dal 1° settembre 2014 Roberta e Ambra hanno infatti rilanciato l’account @igerspiacenza, collettore delle più belle immagini di Piacenza e provincia. Ad oggi le foto con hashtag #igerspiacenza sono circa 73.000 e gli affiliati più di 7.000.

LE INVASIONI DIGITALI – L’evento, nato nel 2013, è arrivato alla sua 6^ edizione e quest’anno si svolgerà dal 20 aprile al 6 maggio. L’idea di fondo è quella di promuovere l’immenso patrimonio culturale italiano attraverso internet ed in particolare i social media. Le Invasioni Digitali rappresentano un modo per diffondere in maniera “virale” le immagini dei nostri musei e dei luoghi d’arte e di cultura.

Sostanzialmente sono delle visite guidate caratterizzate dal fatto che i partecipanti sono invitati a scattare fotografie e girare dei video dell’evento per poi condividerle sui social media. È una nuova idea di fruizione dei musei e dei luoghi d’arte e di cultura in genere, molto in voga soprattutto all’estero, in grado di aumentare il senso di appartenenza da parte dei visitatori. Non solo, la condivisione attraverso i social media è in grado di avvicinare alla cultura il pubblico giovanile che si informa prevalentemente attraverso internet.
Per info: igerspiacenza@gmail.com

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