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La lezione di musica del prof Mogol “Il pop è vita” foto

“Il pop è vita”, è questa la lezione di musica (e non solo) che arriva da una vera e propria leggenda della musica italiana. Giulio Rapetti Mogol ha condotto il pubblico da tutto esaurito, nella serata di ieri 5 aprile, all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, lungo un viaggio nella storia della musica: dalle origini della canzone, al bel canto. Da Nilla Pizzi e Claudio Villa, a Lucio Battisti, da Elvis a Bob Dylan, Vasco Rossi a Arisa, allieva di Mogol al Centro Europeo Toscolano.

“Se per Nilla Pizzi e Claudio Villa quello che era importante era il bel canto, l’impostazione della voce e la sua forza- spiega Mogol -, per Elvis Presley, invece il vero obiettivo era far innamorare le donne. La musica pop invece avvicina alla vita: l’emozione arriva alla vita, dal parlato che prende il posto del canto”. Questo fu il principale punto di forza di Bob Dylan, una lezione che Lucio Battisti fece propria, dice Mogol portando ad esempio “Anche per te”. Una canzone che parla di un sentire comune “il desiderio di aiutare gli altri e che spesso resta inespresso. Battisti la canta senza forzature, senza eccessi, con sincerità”. Lo stesso fa Vasco Rossi, con il suo parlato che “possiamo cantare tutti – dice Mogol -, insieme a lui ad esempio ne “La compagnia”.

La serata è poi proseguita con il confronto con il pubblico, condotto insieme alla giornalista di Libertà Eleonora Bagarotti.  L’incontro con Mogol rientra nella rassegna “Il futuro del ’68”, in occasione dei 50 anni da quegli avvenimenti che hanno cambiato il mondo. Il tema della politica è però rimasto sullo sfondo, ed è stato toccato da Mogol solo durante l’incontro con i giornalisti. “Mi sono avvicinato al ’68 con curiosità, non con impegno politico. Per questo i comunisti mi hanno accusato di essere fascista, anzi, di essere qualunquista. Il che era l’offesa peggiore”.

La rassegna prosegue, sempre all’Auditorium della Fondazione, domenica 8 aprile, alle 18 con il regista Pupi Avati.

Anticipato all’11 aprile, in Fondazione, alle 21 l’incontro con la giornalista Natalia Aspesi.

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