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La salvezza della Vigor Carpaneto raccontata dai protagonisti

Una salvezza sudata, meritata e storica, che aggiunge un altro capitolo prestigioso alla recente storia di una società in grande ascesa nel panorama calcistico. Grazie al pareggio di domenica scorsa a domicilio del Tuttocuoio (0-0), la Vigor Carpaneto 1922 ha mantenuto la serie D, dove nella scorsa estate si era affacciata per la prima volta dopo un percorso costellato di promozioni e iniziato nel 2012 partendo dalla Seconda categoria.

“Abbiamo compiuto – commenta il presidente Giuseppe Rossetti – un’impresa sportiva, contando diversi fattori: il ruolo di neopromossa, il girone equilibrato, tante trasferte da due giorni e una categoria alle soglie del professionismo. Questo è stato possibile grazie all’aiuto di tutti, comprese le persone che lavorano vicino alla società: è un traguardo collettivo. Aspettarsi di più era impossibile, sono molto contento e mi spiace non aver potuto essere a Carpaneto domenica sera per la festa dove i ragazzi hanno potuto sfogarsi e gioire”.

“Ripercorrendo l’anno, abbiamo iniziato con un allenatore (Alberto Mantelli,ndc) che ha confermato la propria disponibilità a metà maggio, probabilmente c’è stata l’inesperienza da parte nostra come società, abbiamo sbagliato e siamo arrivati poi a campionato in corso all’esonero. E’ arrivato un altro tecnico (Stefano Rossini, ndc), una persona già stimata da calciatore per la sua carriera, ma da allenatore nuovo per la categoria. Questa è una scommessa che abbiamo vinto e anche a lui faccio le congratulazioni per il traguardo raggiunto. Il merito è anche dei giocatori, ne abbiamo cambiati diversi strada facendo, sono stati spostati gli allenamenti al pomeriggio, abbiamo avuto quattro infortuni gravi al crociato più un menisco che hanno falcidiato la difesa”.

Quindi guarda avanti. “Da mercoledì inizieremo a gettare le basi per il futuro e ho in testa 4-5 punti fermi che cercherò di tradurre in situazioni concrete. I primi passi saranno allenatore e direttore sportivo. Abbiamo visto come la serie D sia una categoria che dà visibilità alla società e fa crescere i giovani. Lavorando bene si può dar lustro al sodalizio e la cosa più bella sarebbe consolidarsi a questi livelli”.

Dopo aver ricevuto il testimone da Alberto Mantelli, Stefano Rossini (insieme al coordinatore tecnico Giuseppe De Gradi) ha guidato la squadra verso il traguardo della salvezza. “Da allenatore – spiega Rossini, anche ex terzino in serie A – è stata una salvezza bellissima, arrivata attraverso il gioco e con tanti cambiamenti. I ragazzi sono stati bravissimi ad adattarsi e hanno formato un gruppo meraviglioso, dando disponibilità totale a tante situazioni cambiate, anche solo per esempio gli orari di allenamento e il maggio numero di sedute. Questo per un allenatore è bello, puoi fare tanto e vedi coesione di idee. Per il resto, la salvezza è arrivata con la costanza nei risultati come fattore importante, anche se avremmo potuto fare ancora di più se avessimo avuto più convinzione, sicurezza e tanti fattori che però fanno parte di un processo molto lungo di crescita di una squadra”.

Per la Vigor, promozione dall’Eccellenza e salvezza in serie D in due stagioni. Tra i protagonisti di questa doppia avventura c’è Marco Fogliazza, difensore centrale che quest’anno ha ricoperto i gradi di capitano, con la fascia stabile al braccio come prima volta in carriera. “La salvezza – spiega Fogliazza – era l’obiettivo che ci eravamo prefissati subito, sapevamo di dover pagare uno scotto da neopromossa in termini di esperienza e questo ci è costato qualche punto strada facendo. Aver smosso la classifica praticamente sempre (la Vigor è la squadra con più pareggi fin qui, diciassette, ndc) ci ha reso più facile il conseguimento della salvezza, arrivata dopo essercela giocata con tutti. Questa squadra ha avuto qualità fin dal primo giorno e poi con gli innesti strada facendo”.

“Questa è la salvezza di tutti, anche di quei ragazzi che sono andati via a dicembre e che hanno dato tanto: basti pensare alla lunga striscia (undici risultati consecutivi) nella seconda parte del girone d’andata che alla fine si è rivelata determinante. Qui a Carpaneto mi sono trovato bene con tutti e sono contento per tutti: ognuno nel proprio ruolo, dentro e fuori dal campo, ha dato tutto per dare il proprio contributo alla salvezza. Come capitano sono orgoglioso due volte e comunque non conta chi indossa la fascia: Rantier, vicecapitano, per esempio mi ha insegnato molto in questo ruolo”.

E sentiamo anche l’attaccante francese, “bomba di mercato” della scorsa estate approdando alla Vigor dopo tanta serie B e C e che in questi mesi con i suoi gol (14) ha contribuito alla salvezza. “Abbiamo raggiunto – spiega Rantier – un obiettivo che ci è costato fatica, concentrazione. Il calcio è bello in ogni categoria, siamo tutti appassionati e non conta il livello, perché ci sono sempre due squadre, ventidue giocatori in campo, un pallone e un prato. La salvezza è arrivata un passo per volta, con tanti pareggi al termine di partite alcune volte riacciuffate in extremis, altre invece dove abbiamo sfiorato la vittoria”.

“Abbiamo dimostrato il nostro valore con impegno e grinta e avremmo anche potuto chiudere più in alto. In ogni modo, è un traguardo prestigioso. In estate ero arrivato a Carpaneto con tantissime motivazioni, con voglia di divertirmi e imparare ancora, oltre a voler aiutare i miei compagni, sperando anche di aver dato qualcosa di utile. Ho vissuto benissimo questa stagione, non era facile per me in una categoria nuova, ma conoscevo anche me stesso ed è stato un passo di crescita calcistico e umano. Il gruppo è composto da ragazzi eccezionali e anche quando sono arrivati Rossini e De Gradi mi sono trovato alla grande”.

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