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Obbligo di indicare l’origine degli alimenti, continua la raccolta firme di Coldiretti

Prosegue anche a Piacenza e provincia la mobilitazione #StopCiboFalso. Durante la mattinata di venerdì 13 aprile – nel corso del mercato di Campagna Amica che si svolge ogni lunedì e venerdì proprio in piazza – verrà organizzata la raccolta firme per chiedere all’Unione Europea di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti.

“Si tratta – ricorda il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti – dell’iniziativa rivolta al Presidente del Parlamento Europeo che viene promossa da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica con l’obiettivo di contrastare le imitazioni e i prodotti spacciati per italiani che tali non sono e che ogni anno sottraggono risorse e posti di lavoro, danneggiando la nostra economia”.

La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari tipici dell’Emilia Romagna costano infatti alla nostra Regione circa trentamila posti di lavoro. Secondo Coldiretti, il fatturato del falso made in Emilia Romagna solo nell’agroalimentare ha superato gli 8 miliardi di euro (60 miliardi per l’agroalimentare nazionale) e la lotta al cibo “fake” nel piatto rappresenta ormai un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e per generare occupazione.

Anche l’enogastronomia piacentina è terra di saccheggio per i pirati del cibo, con prodotti come il “Grana Pampeano” argentino. Per Coldiretti i consumatori esteri vengono attirati dall’immagine di italianità collegata a questo tipo di prodotti, fornendo così alle aziende produttrici un vantaggio competitivo perché associano indebitamente ai propri prodotti l’immagine del made in Italy apprezzata dai consumatori stranieri, nonostante il prodotto che essi acquistano non abbia alcun legame con il sistema produttivo italiano, facendo quindi concorrenza sleale nei confronti dei produttori nazionali impegnati a garantire standard elevati di qualità.

L’evento di venerdì è in programma dalle 9.30 alle 12.30.

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