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Pari con rammarico per il Piace, ma la strada play-off è quella giusta

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Pareggio denso di rammarico quello del Piacenza contro la Pistoiese: da un lato la delusione di non essere stato in grado di gestire nell’ultima mezz’ora di gioco il doppio vantaggio in termini di reti, dall’altro la soddisfazione di aver ottenuto in inferiorità numerica il 2-0 grazie alle prodezze di Corazza.

Un punto che mantiene inviolata la posizione (ottava) ma che non permette di avvicinarsi al Monza con – alle spalle – Olbia e Pontedera che si fanno minacciose a meno due (i sardi hanno un match in meno).

I TOP.

SIMONE CORAZZA. Confermata la crescita atletica palesata a Viterbo con l’aggiunta delle due reti che lo portano a quota 7 in classifica marcatori. Sfiora anche la terza rete in contropiede in una delle sue migliori prestazioni stagionali.
ARNALDO FRANZINI. Mantiene in campo un assetto offensivo con le tre punte e Corradi in mediana nonostante l’espulsione di Masciangelo. Scelta che si rivelerà importante con il doppio vantaggio. Alla lunga la sua squadra cede campo ma rimane la prestazione positiva.
JACOPO SEGRE. Tornato al top si conferma una delle sorprese stagionale; splendida l’azione personale che lancia Corazza per il raddoppio. Sa unire quantità e qualità a centrocampo, deve solo migliorare in zona gol.

I FLOP.

EDOARDO MASCIANGELO. Totalmente da capire l’azione dell’espulsione con una reazione a palla lontana vista solo dal guardialinee. Sta di fatto, però, che il suo cartellino rosso non solo pregiudica la gara ma priverà il Piacenza del suo uomo migliore ad Alessandria e probabilmente contro il Pro.
LA DIFESA SU PALLE AEREE. Due gol presi quasi in fotocopia sul palloni alti, strano per una difesa che proprio sui colpi di testa ha il suo forte. Un peccato non aver portato a casa tre punti fondamentali in chiave play-off dopo un match disputato per buona parte con un uomo in meno.
DAVIDE DI MOLFETTA. Del tridente offensivo è forse quello meno attivo. Si sfianca in un ruolo di raccordo con il centrocampo e , soprattutto dopo l’espulsione di Masciangelo, si sacrifica ancor di più per la squadra. Tutto ciò ne pregiudica la lucidità negli appoggi in avanti.

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