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Pavesi (Lega): “Miope la presa di posizione dei consiglieri 5 Stelle in materia di cultura”

“E’ una sorprendente eccezione alla regola, il fatto che i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle si interessino di quel che accade sul territorio, anziché concentrarsi unicamente sulle questioni interne al loro partito o sul loro diritto, in quanto rappresentanti eletti, di esprimerne il pensiero (unico). Purtroppo, leggendo il loro intervento sul tema degli eventi culturali, ci si accorge che si tratta solo di un mero e malcelato pretesto per attaccare, in modo a dir poco strumentale, l’assessore di riferimento”.

Così il consigliere comunale della Lega Nord Nelio Pavesi commenta l’intervento nei giorni scorsi dei consiglieri del Movimento 5 Stelle Pugni e Dagnino sulla politica “culturale” dell’amministrazione Barbieri: “Chiudere ciò che ha funzionato fino ad oggi, – avevano detto – senza aver preparato una soluzione alternativa, più che una programmazione sembra un regolamento di conti che non fa il bene della città”.

“Un’altra occasione persa, vien da dire, – afferma Pavesi – per avanzare finalmente una proposta costruttiva e densa di contenuti, anziché limitarsi a ripercorrere le polemiche di cui già altri si sono fatti portavoce. Nella nota di Sergio Dagnino e Andrea Pugni, infatti, non vi è nemmeno l’ombra di un progetto, di una soluzione o di un metodo alternativo – visto l’accento che pongono proprio su questo – per affrontare la carenza di risorse economiche che l’Amministrazione comunale ha attualmente a disposizione”.

“Forse ricordo male, ma in materia di programmazione culturale non mi pare di aver ascoltato parole memorabili dai pentastellati né in campagna elettorale, né nelle sedute di Consiglio comunale tenutesi in questi mesi. Certo, è molto più facile cercare un capro espiatorio nella figura di Massimo Polledri, archiviando come “supponenza” l’atteggiamento di un assessore che vuole semplicemente innovare, diversificare e arricchire il calendario delle manifestazioni. Il tutto in un contesto reso difficile dalla mancanza di fondi, cui la Giunta ha cercato di supplire trovando sponsor privati ai quali – penso valga la pena di sottolinearlo – è stato chiesto un impegno in primis sulla cultura, quando molti altri avrebbero potuto essere i settori di intervento”.

“Credo che questa scelta – prosegue il consigliere – sia indicativa della sensibilità e dell’attenzione che l’Amministrazione comunale sta riservando, in via prioritaria, a questo comparto, anche attraverso la partecipazione attiva a un organismo importante come Destinazione Turistica Emilia o all’organizzazione di un evento di alto profilo come gli Stati Generali della Ricerca. Senza dimenticare il lavoro prezioso che, in coordinamento con le altre istituzioni del territorio, è stato svolto dal sindaco Patrizia Barbieri e dallo stesso assessore Polledri per portare Piacenza tra le dieci finaliste come Capitale italiana della Cultura per il 2020”.

“Non so se Dagnino e Pugni, in questi anni, abbiano frequentato assiduamente il Jazz Fest, le proiezioni estive all’arena Daturi o il Teatro Municipale. Ciò di cui sono certo è che non è mai mancato, da parte del Movimento 5 Stelle, un accenno al mantenimento del Festival del Diritto, ma non vorrei cadere nella malafede ripensando al legame politico con Stefano Rodotà, fondatore della kermesse e candidato grillino alla Presidenza della Repubblica”.

“Concludo permettendomi di suggerire, ai due colleghi consiglieri, un’apertura di vedute: la cortesia istituzionale cui fanno appello è senz’altro sinonimo di educazione, ma non può coincidere con un’aprioristica conferma di tutti gli eventi culturali che si sono svolti a Piacenza negli ultimi tre lustri, senza dare spazio a qualcosa di nuovo. Se si guardano le cose sempre da un’unica prospettiva, è più facile incorrere in qualche svista.”

Commenti

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  1. Scritto da Mathley71

    Qualcuno gli spieghi che è lui in maggioranza e non il M5S….due ruoli differenti, almeno così è in politica.