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Polveri fini, crollano gli sforamenti: “solo” 13 giorni (erano 35 un anno fa)

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Aria decisamente migliore, quella respirata dai piacentini nel 2018.

Ma il merito è tutto del meteo: rispetto a un 2017 segnato dalla mancanza di piogge e dalla stabilità, questi primi tre mesi sono stati contraddistinti da grande variabilità con precipitazioni frequenti.

Come è noto la pioggia e il mutamento delle correnti d’aria favorisce il ricambio e contrasta la concentrazione delle polveri sulla pianura padana.

I NUMERI – Il netto miglioramento nel 2018 della qualità dell’aria per quanto riguarda le polveri sottili a Piacenza è scritto nei numeri rilevati dalle centraline di Arpae.

Nei primi tre mesi dell’anno si contano “solo” 13 sforamenti dei valori Pm10 (il limite è di 50 µg/m3) nella centralina di rilevazione di Arpae della centralissima via Giordani. Un anno avevamo già raggiunto quota 35.

Stiamo parlando di una diminuzione del 62,9%. 

Nella centralina di Montecucco gli sforamenti finora sono stati ancora minori, 10, a fronte dei 30 del 2017: un terzo.

E’ importante ricordare che numerosi fattori contribuiscono alla stagnazione delle Pm10, come i trasporti stradali, le industrie o gli impianti termici; anche le condizioni meteorologiche sono un fattore particolarmente scatenante della diffusione di tali polveri nell’aria.

Senza dubbio, tale calo della quantità di Pm10 rispetto all’anno scorso è stato causato soprattutto dal tempo instabile e umido dell’inverno, con le frequenti piogge e il vento che hanno contribuito a pulire e spazzare via le polveri sottili dal cielo.

Al contrario, il mese di marzo 2017 è stato caratterizzato da piogge quasi assenti: questo ha determinato una elevata concentrazione di Pm10 nell’aria del nostro territorio.

Della situazione dell’inquinamento a Piacenza si parlerà nella serata organizzata da Legambiente.

SERATA ALLA FONDAZIONE IL 4 APRILE ALLE 21 – La nota stampa

Che aria respiriamo? Ma soprattutto cosa possiamo fare per migliorare la situazione? Queste sono le 2 domande centrali intorno alle quali ruoterà la serata che Legambiente organizza il 4 aprile alle 21 presso l’Auditorium della Fondazione dal titolo”Che aria Tira a Piacenza?”

Il tema che verrà affrontato è quello dell’inquinamento e della qualità dell’aria che si respira a Piacenza, dopo che il 2017 si è tristemente chiuso con 83 giorni di sforamento delle PM 10 e ben 75 per l’Ozono, 158 giorni quindi durante i quali i cittadini di Piacenza hanno respirato aria inquinata. Ma soprattutto si parlerà di soluzioni possibili e praticabili per migliorare la situazione e  spostare finalmente l’ago della bilancia della situazione ambientale piacentina da “triste” a “ felice” giusto per restare sul tema della nota classifica che ha individuato Piacenza tra le città più tristi d’Italia.

Interverranno alla serata, condotta da Laura Chiappa, presidente del circolo Legambiente di Piacenza:

-Andrea Poggio, responsabile del settore  mobilità sostenibile e stili di vita di Legambiente nazionale che presenterà il libro/rapporto curato per legambiente “GreenMobility – come cambiare la città e la vita. Rapporto nel quale si esplora con esempi e proposte concrete la possibilità di avere nelle città una nuova mobilità che porti ad un cambiamento di stili di vita, di mezzi e di servizi, di modi di fare impresa e di governo del “bene comune” rappresentato dallo spazio urbano,

Marco Natali del Circolo di Piacenza che presenterà il Dossier Mal’Aria a Piacenza 2017,con i dati dell’inquinamento relativi all’anno passato ma soprattutto le soluzioni e le proposte per invertire il trend

-Patrizia Barbieri ,sindaco di  Piacenza e l’assessore all’ambiente Paolo Mancioppi in rappresentanza dell’amministrazione Comunale

Durante la serata verranno consegnate al Sindaco Barbieri le firme di tanti Piacentini raccolte durante questi mesi nell’ambito della campagna “Aria Nefasta” con le richieste per migliorare la qualità dell’aria a Piacenza accompagnate dalla  “cartolona” indirizzata al Sindaco, simbolo della Campagna.

L’inquinamento non è ne una condanna ne una maledizione, ma solo  l’effetto delle attività umane che, in quanto tali, possono essere modificate e riconvertite  in modo virtuoso per rendere Piacenza e tutto il territorio piacentino più accogliente e vivibile, creando nei piacentini quella “felicità” dell’abitare Piacenza che sembra mancare ma che invece esiste e bisogna solo saper valorizzare .

 

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