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Con Ready Player One Spielberg colpisce ancora. La recensione

Ready Player One

Usa 2018
gen fantastico-avventura
140 min
regia Steven Spielberg

cast Tye Sheridan, Oliva Cooke, Ben Mendelsohn, T.J.Miller, Simon Pegg, Mark Rylance, Lena Waithe, Philip Zhao, Win Morisaki, Hannah John- Kamen, Susan Lynch, Perdita Weeks, Ralph Ineson, Clare Higgins.

musiche Alan Silvestri

make up Niamh O’Loan

Tratto dal romanzo di Ernest Cline

Columbus (Ohio) 

Anno 2045
Quel poco niente che resta della terra spinge-costringe l’umanità ad affidarsi nelle mani di una realtà virtuale (Oasis) progettata da un certo James Halliday. Il fine di questo “gioco” virtuale concede al vincitore un privilegio non da poco ma riuscire nell’intento è cosa tutt’altro che facile. I partecipanti devono riuscire a scovare un livello segreto per ottenere il controllo di Oasis: chi riesce vince.

Spielberg, eterno ragazzino? Sì e no; la sua fortunata carriera vanta anche titoli di spessore, impegno,  ambizione, denuncia drammatica e “violenta”.

Con nonchalance passa da un argomento scottante come il più recente “The Post” e poi  “Lincoln”, “Amistad”, “Schindler’s List”, “Il colore viola”, “Salvate il soldato Ryan” pellicole in tutto e per tutto mirate a toccare le corde del cuore, mirate a far riflettere, commuovere, e perché no anche “indignare” lo spettatore più scettico, prevenuto e indifferente a film che hanno fatto sognare generazioni per la magia di cui sono permeati, basti pensare all’immortale “E.T. l’extra-terrestre”, o agli spaventosi e titanici dinosauri di “Jurassic Park”, scritto dal purtroppo scomparso Michael Crichton romanziere e sceneggiatore che ha siglato molti altri titoli importanti, ad esempio “Congo”, oltre a serie tv di risonanza mondiale come “Er – Medici in prima linea”.

Tornando a Spielberg chi non ha visto e tremato con “Lo Squalo”? Andando indietro nel tempo non scordiamoci “Duel”, in principio film per la tv e in seguito divenuto un vero e proprio cult di tensione. Insomma un vero camaleonte capace di sfamare i palati più differenti (ed esigenti) spettatori e anche critici i quali  ripongono sempre o quasi molta fiducia nel mestiere de “l’uomo di Cincinnati”.

Ready Player One ? Un salto nel passato: colonne sonore anni ’80 e nostalgia a profusione. Il lungometraggio sopra citato da una chiara interpretazione anche al profano: Ready Player One è un palese tributo ai tempi andati, è cinema nel cinema. Cento quaranta minuti di ricordanze per chi ha vissuto quel periodo ma anche per i più giovani che viceversa non lo hanno vissuto.

Tutto è chiaro come il sole e confezionato con uno zelo impressionante. Si parte da un film in particolare e questo film entra in un altro film che a sua volta entra in un altro film e così via in un crescendo di esaltazione ed emozioni da cardiopalmo: “Ritorno al futuro” è solo uno dei mille titoli che il regista tributa in questa sua ultima opera che personalmente non esito a definire madre.

La consacrazione di un talento da alcuni considerato quasi “di nicchia”. Niente di più lontano dalla verità poiché se esiste un regista che diciamolo, rappresenta il lato migliore della Hollywood di oggi e di ieri in termini di plauso è proprio Steven Spielberg.

Sempre sulla bocca di tutti nel bene e nel male. Qualche regista ha detto che: “Spielberg porta avanti la tradizione di Sidney Pollack” nel senso che il più delle volte il suo stile è progressista, “politicamente corretto”, né troppo “forte” né troppo “fiacco”.

E chi vuol capire capisca. Abbiamo detto che i lavori di Spielberg non sono sempre e solo disincanto. Convengo coi registi che lo hanno paragonato a Pollack o in un certo qual modo al suo gemello. Martin Scorsese è solo uno dei tanti che non si è fatto problemi a definire Spielberg come una fonte inesauribile di geniale ispirazione, e aggiunge – quando vuol essere cattivo – si salvi chi può.

Gli effetti speciali che abbracciano questo appassionato e minuzioso lavoro (perfetto e incredibile) fanno impallidire il concetto di “computer grafica” vista fino ad ora. E’ quasi possibile toccare quello che toccano i protagonisti che si muovono nel grande schermo. Nell’insieme è il film più possente e avvincente che abbia mai visto in vita mia.

Un film nel quale Spielberg ha messo tutto il suo cuore e la sua devozione alla “settima arte”. Non sono in pochi quelli che arricciano il naso quando il cinema viene chiamato arte. Altroché se è arte.

Nello specifico questo “Ready Player One” lascia un’impronta artistica e lo sottolineo (artistica) che difficilmente, anzi è impossibile che venga cancellata; né dall’inesorabile scorrere del tempo, né dai critici più spietati che vedono Spielberg come un furbo che trae piacere nel fatto di voler accontentare tutti, sempre e ad ogni costo.

Vedere per credere e forse cambieranno opinione.

Gianmarco Groppelli 
Giudizio *** 1/2

Commenti

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