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Serie C, follie e ribaltoni in testa al Girone A

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Follie e ribaltoni in testa al girone A di Lega Pro. Delle quattro battistrada, tutte aritmeticamente ancora in lizza per la promozione diretta in B con 5 giornate ancora da disputare, ben tre stanno vivendo settimane tribolate al limite dell’isterismo con esoneri, dimissioni, contro-dimissioni, fuori rosa e ribaltoni societari.

In questo stato confusionale che sembra attanagliare presidenti e direttori sportivi si salva solo la capolista Siena, autrice di un campionato finora molto constante, frutto della seconda miglior difesa del campionato e di un attacco che con la coppia Santini-Marotta sembra avere i colpi risolutivi. Proprio la situazione agitata delle concorrenti potrebbe alla fine rivelarsi decisiva per il coronamento del traguardo della serie cadetta.

CAOS LIVORNO – L’arrivo di un tecnico navigato e preparato come Luciano Foschi in casa labronica sembrava preludere a un finale di stagione in crescendo; subito la vittoria nella sfida diretta con la Robur, seguita dalla netta affermazione di Viterbo, poi l’improvviso black-out con Monza e Arezzo. La panchina torna a traballare e Sottil si ricandida apertamente per tornare in sella (il suo esonero non è mai stato digerito dalla squadra). Nel mezzo la lite Spinelli-spogliatoio, con due senatori come Vantaggiato e Mazzoni fuori rosa e le probabili dimissioni del team manager Protti. Peggior viatico per il rush decisivo non poteva esserci.

PISA, CALMA PIATTA – Al confronto dei vicini del Livorno, la situazione in casa pisana appare decisamente più serena. Già un doppio cambio di panchina in stagione, con la coppia Gautieri-Pazienza che non è mai riuscita a convincere una piazza tanto calda e passionale quanto esigente. I problemi offensivi, palesati soprattutto all’Arena Garibaldi, non sono mai stati risolti nonostante un organico di attaccanti di primissimo livello. Ora è l’ex tecnico dell’Ascoli Mario Petrone a cercare di conquistare almeno la seconda piazza; per lui subito un esordio positivo con il 4-2 di Gorgonzola, ma, siamo certi, in caso di mancata vittoria in casa con il Pro Piacenza, il suo sonno sarà tutt’altro che sereno e pacifico.

VITERBESE, PER GIANNICHEDDA MORDI E FUGGI – Due partite disputate e 10 giorni di allenamento; tanto è durato l’ultimo allenatore ingaggiato dal presidente Pietro Camilli. Quest’anno il vulcanico patron laziale si è superato nella sua fama di mangia allenatori. Quattro allenatori e cinque esoneri in poco più di 7 mesi, con Bertotto assunto pochi giorni prima dell’inizio del campionato, poi esonerato a ottobre per far spazio ad Onofri, il quale dopo un mese di risultati altalenanti ha fatto le valigie, per Sottili che ha avuto il merito di portare la squadra al terzo gradino e in finale di Coppa.

Evidentemente ruolino non sufficiente per salvargli il posto dall’arrivo di Giannichedda il quale, dopo l’anonimo pareggio di Pistoia e la debacle interna con il Piacenza, ha visto il suo contratto stracciato per liberare la panchina al nuovo ritorno di Sottili. In tutto questo, per non farsi mancare nulla, Camilli starebbe pensando di dare il benservito anche al direttore sportivo Ricci.

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