PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Vicenda terme di Bobbio, la proposta “Riconvertire l’area a parco avventura”

Basta speculazioni edilizie, l’area di San Martino a Bobbio, proprio quella che ospita ormai da troppi anni una schiera di scheletri di villette mai completate, riacquisti una finalità coerente alle esigenze della vallata.

E’ la richiesta avanzata dai comitati No Tube, La Goccia di Bobbio, Legambiente di Piacenza, in concomitanza con la prossima indizione, il 24 aprile, della terza asta (le prime due sono andate deserte) sui terreni in questione.

La vicenda di questa lottizzazione, ricordano i portavoce dei comitati, è “così avvitata negli anni che ora si rischia di perdere di vista pezzi significativi e soprattutto l’obiettivo”. “Ormai in valle molti sono convinti che qualunque cosa sia meglio di lasciare l’area così com’è, con gli scheletri abbandonati di case mai costruite. Noi non siamo d’accordo”.

“Questa area dovrebbe essere riqualificata tenendo presenti i bisogni di Bobbio, della vallata. Ad esempio potrebbe ospitare un parco avventura, con itinerari per biciclette e mountain bike, punti di ristoro e aree attrezzate. Vi si potrebbe trasferire anche l’area camper di Bobbio, che si trova in una zona alluvionata”.

L’asta è conseguente al fallimento della srl “Terme di Bobbio Village”, proprietaria del terreno in questione che si sviluppa su 55mila metri quadrati, e collegata la società che avrebbe dovuto portare alla riapertura, appunto delle terme della Valtrebbia. Una storia lunga 15 anni e che non ha avuto, come è noto, gli esiti sperati nonostante i 3 accordi di programma – e tutti disattesi fanno presente i comitati – con il Comune.

Grazie a questi accordi il terreno è diventato edificabile, ma questa concessione è ancora valida? I comitati hanno scritto al giudice fallimentare che ha indetto le aste facendo presente il vincolo che esiste tra la lottizzazione e il progetto delle terme. Venendo meno il secondo, il primo dovrebbe cadere a sua volta, viene fatto presente.

Non solo. Negli anni le normative sono cambiate: chi volesse riprendere il filo di questa matassa ingarbugliata non può prescindere dal prendere in considerazione i nuovi vincoli imposti dai piani regolatori entrati in vigore nel corso degli anni.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.