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170 anni fa Piacenza divenne la “Primogenita”: consiglio comunale ai Teatini

Il 10 maggio 1848 Piacenza votò l’annessione plebiscitaria al Piemonte ottenendo l’appellativo di Primogenita. Giovedì prossimo, nel 170esimo anniversario della ricorrenza, il consiglio comunale si riunirà per una seduta straordinaria alla Sala dei Teatini (ore 16) alla quale parteciperanno le autorità cittadine.

Il programma, dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, prevede gli interventi del Prefetto Maurizio Falco, del sindaco Patrizia Barbieri e dei consiglieri comunali. A chiudere la seduta sarà l’intervento del presidente del consiglio comunale Giuseppe Caruso.

LA VICENDA STORICAAlla città di Piacenza è concessa la medaglia d’oro istituita in riconoscimento delle benemerenze patriottiche perché, prima fra le città italiane, il 10 maggio 1848, con plebiscito pressoché unanime, votava la sua annessione al Piemonte meritando da Carlo Alberto l’appellativo di Primogenita.

È il regio decreto 322 del 27 gennaio 1941 ad assegnare alla nostra città la medaglia d’oro per le azioni «altamente patriottiche compiute dalle città italiane nel periodo del Risorgimento». La concessione di tale riconoscimento fa riferimento ad uno degli episodi più importanti della storia risorgimentale piacentina: il plebiscito di annessione al Piemonte. Nel maggio 1848 i piacentini sono chiamati a votare per l’aggregazione di Piacenza e del suo territorio al Piemonte: il 98% degli elettori esprime un parere favorevole all’unione.

L’esito trionfale è proclamato con solennità il 10 maggio nella chiesa di San Francesco. Il 14 una delegazione piacentina, composta da Pietro Gioia, Fabrizio Gavardi e Antonio Rebasti si reca al campo di Sommacampagna, vicino a Verona, per presentare al re Carlo Alberto il voto di Piacenza. A leggere l’esito e a proclamare «nella unione la indipendenza d’Italia», è Pietro Gioia, protagonista di questa pagina del Risorgimento piacentino.

Commenti

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  1. Scritto da veronica

    Buona iniziativa, lodevole!