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“Con il biotestamento una medicina più vicina a bisogni e valori del malato”

La nuova Legge sul testamento biologico (“Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”) è stata al centro sabato di una mattinata di approfondimento voluta dall’Ordine dei Medici di Piacenza, in collaborazione con la Società Biogiuridica Piacentina – con il convegno dal titolo “Non contro la mia volontà. Il testamento biologico dalla Legge alla quotidianità”.

Il testo di legge, entrato in vigore lo scorso 31 gennaio, introduce alcune importanti novità, come la disposizione anticipata di trattamento (DAT), con cui ogni persona può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, e la possibilità di pianificazione condivisa delle cure tra medico e paziente in caso di “patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta”. 

“L’impegno di oggi nasce dall’idea che questa legge porterà ai medici e ai cittadini nuove opportunità e grandi responsabilità – ha spiegato il presidente dell’Ordine provinciale Augusto Pagani -; per assolvere al meglio al compito innanzitutto bisogna conoscere quali sono le nuove regole e opportunità, iniziando da questo convegno. Abbiamo a che fare con qualcosa di nuovo e dobbiamo fare in modo che il medico si metta al servizio del cittadino, mantenendo al contempo la possibilità e la responsabilità delle sue azioni, la sua autonomia e la possibilità di incidere positivamente nell’applicazione delle regole”.

Al tavolo del relatori alla Sala Convegni Veggioletta della Banca di Piacenza il medico Palliativista Luciano Orsi (“Come si è giunti alla Legge” e “La Legge sulle DAT: dalla teoria alla pratica“) e Fiammetta Modica, Giudice Tutelare del Tribunale di Piacenza (“Il ruolo del Giudice Tutelare“).

“E’ una legge importante, semplice, ben scritta e impegnativa per tutti, i famigliari, i pazienti e i sanitari – ha voluto sottolineare Orsi che nel corso del suo intervento ha passato in rassegna nel dettaglio tutti gli articoli che compongono il testo di legge -. Il paziente è davvero messo nelle condizioni di poter decidere con i sanitari il percorso di cura, è una legge che permette di fare una medicina più vicina ai bisogni e ai valori del malato, soprattutto in percorsi di cronicità o di malattia avanzata, consentendo un’umanizzazione della medicina”.

Umanizzazione di cui secondo il medico c’era necessità “perché le scelte che si devono fare sono complesse e vanno fatte dentro una relazione che supporti il malato dal punto di vista comunicativo – emotivo e gli permetta di avere l’ultima parola, come sancisce questa legge. Consiglio di intraprendere un rapporto forte con il malato, con i suoi curanti  e con i famigliari, in modo da decidere insieme, verso un’informazione e scelte sempre più consapevoli”.

Fiammetta Modica è invece entrata nel dettaglio del ruolo del giudice tutelare, chiamato ad intervenire nei casi in cui medici e fiduciari dei malati si trovino in conflitto sui trattamenti sanitari. “La Legge – ha spiegato in merito – ritaglia degli ambiti molto specifici per il giudice, il cui sindacato non più è più fisiologico come in passato, ma viene in campo solo in presenza di un contrasto”.

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