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Concerto di primavera del Coro Polifonico Farnesiano

Dopo il successo del Saggio finale dei corsi di Propedeutica Musicale, un nuovo appuntamento vede coinvolto il Coro Polifonico Farnesiano, diretto dal Maestro Mario Pigazzini, con il “Concerto di Primavera” che avrà luogo giovedì 10 maggio alle ore 21, presso la Sala dei Teatini a Piacenza.

L’ evento organizzato dal Coro Farnesiano con la collabrazione del Comune di Piacenza, vuole essere l’occasione per offrire alla cittadinanza una serata all’insegna della musica e del canto e per salutare insieme l’arrivo della primavera. L’ingresso al concerto è gratuito.

Protagoniste saranno quindi le voci delle tre formazioni del Coro Farnesiano – Voci Bianche, Voci Giovanili e Voci Miste – che verranno esaltate dall’acustica perfetta della ex – chiesa di San Vincenzo, moderno auditorium e importante luogo di musica e cultura della nostra città.

Daranno avvio al concerto le Voci Bianche con una commovente benedizione della tradizione irlandese, Irish Blessing: “Che possa il Signore tenerti sempre nel palmo della Sua mano”  musicata con  semplicità e bellezza dal compositore inglese Bob Chilcott.

Seguiranno brani che spaziano dalla musica classica di Mozart con Ninna Nanna per solo, coro voci bianche e pianoforte, passando per la musica del contemporaneo ungherese Arpad Balazs con Canzone da Ballo per poi spostarsi verso gli autori anglosassoni  Benjamin Britten con Old Abram Brown e John  Rutter con  For The Beauty: canto di ringraziamento al Signore “Per la bellezza della terra Per la bellezza dei cieli Per la bellezza di ogni ora Del giorno e della notte, Signore a te eleviamo questo nostro inno di lode riconoscente “.

Sarà la volta poi del Coro Giovanile a cui verrà  dato un più ampio spazio e che inizierà la propria  esibizione con  Barcarolle, per coro femminile e arpa tratta dal terzo atto de Les contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach che è certamente una tra le arie più famose dell’opera.

Seguiranno i Vier Gesänge op. 17  per coro femminile, due corni e arpa,  uno tra i primi lavori corali di Johannes Brahms che appartengono a quel gruppo di Volkslieder composti espressamente per il Coro Femminile da lui fondato ad Amburgo nel 1859. Si tratta di una forma di canto popolare coltivata per secoli in Germania e rivalutata in pieno nel periodo romantico come espressione dei sentimenti più spontanei della collettività. Per quanto insolita, la strumentazione scelta da Brahms è senza dubbio influenzata dai testi; la combinazione di due corni e arpa appare estremamente romantica, poiché il corno è il simbolo musicale della foresta e l’arpa è il simbolo dei venti.

I testi delle quattro canzoni provengono dai poeti tedeschi del XIX secolo Ruperti e Eichendorff, da Shakespeare e dai Canti di Ossian. Nell’esecuzione, a fianco del Coro Giovanile ci saranno  Sara Pavesi all’arpa, e  impegnati ai corni solisti Marcos Perez Garcia e Giorgio Strinati.

Tutta un’altra atmosfera, ma sempre con richiami popolari, viene presentata con il canto  della sera – preghiera ungherese Esti Dal e da Notti montane del compositore Zoltan Kodaly. Il concerto prosegue sull’atmosfera ungherese e tzigana, con il Coro Misto che saprà coinvolgere il pubblico presente con  brani di effetto e accattivanti. Dell’ungherese Bardos verranno eseguite A Bivacco – su traduzione italiana libera del testo, e Pandur andandori a cui seguirà il canto folkloristico ungherese di  Zoltan Kodaly: Turot eszik a cigany.

Sarà poi la volta del  brano Zigeunerleben di Robert Schumann di cui si trova traccia nei “Diari di Casa Schumann !841-44: 7 ottobre. Il mio Robert compone alacremente. Oggi ha finito un coro di zigani, che trovo assolutamente pieno di fascino – che grande effetto deve fare se ben cantato “. Si tratta propirio del Zigeunerleben per coro, triangolo pianoforte e tamburello.

I tre cori infine concluderanno la serata intonando insieme il canto Look at the World dell’inglese J. Rutter: un ringraziamento al Signore per le meraviglie del  creato e un invito ad osservare il mondo intorno a noi e a stupirci quotidianamente per ciò che ci viene  donato:  Look at the world- Everything all around us  – look at the world: and marvel everyday –  look at the world: so many joys and wonders“. Accompagneranno il coro Lucia Dal Corso al flauto e Giacomo Volpe al pianoforte.

Questo concerto vuole quindi essere una celebrazione corale della bellezza della Natura,  della Primavera, dei diversi sentimenti e delle emozioni, attraverso un sapiente mosaico linguistico che caratterizza le partiture proposte: il tedesco di Mozart e Brahms, il francese di Offenbach, l’anglosassone di Britten, Chilcott, Rutter e la tradizione ungherese di Kodaly, Bardos e  Balazs. Complessità che si riflette anche nel passaggio tra canti di preghera fino alla dimensione più terrena della tradizione popolare.

Atmofere, immagini musicali, stili e lingue divergenti in un omaggio a tutti gli spettatori.

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