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Jeff Bezos è l’uomo più ricco del mondo: qual è il segreto del suo successo?

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Secondo la nuova classifica 2018 di Forbes Jeff Bezos, il popolare imprenditore americano fondatore e amministratore delegato di Amazon.com e dal 2013 nuovo proprietario del quotidiano The Washington Post, è l’uomo più ricco a livello mondiale.

Le origini

Partiamo dal principio, conoscendolo meglio attraverso qualche cenno biografico. Nato nel 1964 nel New Mexico, Bezos ha coltivato sin da subito la sua passione per l’informatica che lo porterà a laurearsi alla Princeton University in ingegneria elettronica e a diventare nel 1990 il giovanissimo vicepresidente senior della società D.E. Shaw di Wall Street. Non contento, dopo quattro anni rinuncia a questo ruolo prestigioso nel campo finanziario per fondare la libreria virtuale che noi tutti conosciamo oggi semplicemente come Amazon. Nel 2013 compra al prezzo di 250 milioni di dollari il giornale The Washington Post. L’ultimo acquisto? Nel 2017 la catena di supermercati bio Whole Foods per quasi 14 miliardi di dollari. Attualmente ha un patrimonio stimato di oltre 130 miliardi di dollari e all’età di 54 anni è considerato l’uomo più ricco del mondo, ma quanto tempo ci vuole per diventare un miliardario ed entrare nella top 100? Attraverso una recente infografica ed utilizzando fonti di Forbes e Google, Betway Casinò ha analizzato il percorso delle 100 persone più ricche al mondo e ha individuato quando sono passati dall’essere milionari a miliardari: il caso più eclatante e popolare è quello di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che per raggiungere il miliardo ci ha messo solo un anno, a differenza di Lord Sugar, che ce ne ha messi ben 44. Un altro dato interessante riguarda la classifica dei quattro Paesi con la più rapida crescita di miliardari che vede la Cina al primo posto, seguita da Giappone, Russia e Stati Uniti.

 

La sua prima creatura: Amazon.com

Amazon.com prima di diventare un colosso era solo un software sviluppato da Bezos con alcuni dipendenti all’interno di un garage. La versione beta viene fatta provare ad un gruppo di amici e dopo il test tutto è pronto per partire e il successo sarà di una portata enorme, riuscendo in soli 60 giorni a produrre 20.000 dollari alla settimana. Nel 1997 l’azienda viene quotata e dopo solo due anni questa start-up riesce a primeggiare sulla concorrenza fino a diventare il vero re dell’e-commerce. La parola chiave per Bezos è diversificazione e la fa cominciando con la vendita di video e CD per poi ampliare l’offerta nel campo dell’abbigliamento, dell’elettronica, del settore giocattoli, del casalinghi e di molto altro ancora, grazie ad accordi commerciali mirati che fanno balzare le vendite da 510.000 dollari nel 1995 a ben 177 miliardi di dollari nel 2017, un vero record. Il 2006, è un anno cruciale per Amazon.com che inaugura il nuovo servizio di video on demand che più tardi prenderà il nome di Amazon Instant Video e solo l’anno seguente presenta un altro prodotto che spopolerà per gli amanti della lettura, il Kindle, un lettore palmare e digitale di libri che permette agli utenti di comprare, scaricarsi e leggere, memorizzando una quantità infinita di libri in tutta praticità. Tra il 2010 e il 2011 esce il tablet Kindle Fire seguito dalla versioen HD dopo solo un anno. Le ultime due nate sono Amazon Prime, un progetto sperimentale che vedrebbe tra 4 o 5 anni l’utilizzo di droni per tutta la parte gestionale di consegna ai clienti e Amazon Studios, una casa di produzioen di contenuti originali da programmi televisivi a serie TV come la popolarissima Mozart in the Jungle e il popolare “Transparent”.

Alla conquista della carta stampata

Nel 2013 arriva uno degli acquisti più chiacchierati, quello del quotidiano The Washington Post, uno dei simboli del giornalismo americano, che Bezos salva dal fallimento assieme ad altre pubblicazioni collegate al giornale sborsando 250 milioni di dollari, escludendo definitivamente dal gruppo la famiglia Graham. Nell’idea di Bezos secondo alcune dichiarazioni c’è la convinzione di voler mantenere l’essenza e i valori di questo giornale storico, trasformando unicamente la modalità di fruizione delle notizie, che con l’avvento di Internet sono diventate più corte, veloci e dirette. Sperimentazione e creatività, questi sono i due pilastri su cui poggia il The Washington Post di Bezos, che mira ad accontentare in primis il vasto pubblico di lettori e vuole diventare sempre più accattivante e concorrenziale, attraverso una selezione delle tematiche più gettonate dalla politica, all’attualità, passando per la cultura e lo sport, ma con un taglio nuovo, rinnovato, digitale, puntando sulla pubblicità online e sugli abbonamenti. L’imprenditore ha speso 50 milioni di dollari per assumere un team di figure tecniche come programmatori, web designer, web analyst e molti altri per lavorare in modo sinergico con i giornalisti e realizzare contenuti sempre più multimediali e innovativi, moltiplicando così i contatti e gli abbonamenti sulle piattaforme e di conseguenza aumentando la pubblicità. Oltre ai contenuti sempre disponibili su smartphone e tablet, il nuovo traguardo per Bezos è il video, strumento capace di portare ancora più redditività sul fronte pubblicitario.

Jeff Bezos sembra davvero inarrestabile, convinto che per un’azienda la cosa più importante sia sperimentare nuove idee e progetti sempre, focalizzando l’attenzione prima di tutto sul cliente. Questi principi lo hanno portato a vincere di recente il premio europeo Axel Springer a Berlino, un riconoscimento importante che vuole celebrare le scelte fatte da questo imprenditore illuminato, che hanno cambiato e cambieranno in futuro le vite di tutte noi.

 

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