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La pioggia non ferma il Cuncertass fotogallery

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Tredicesima edizione bagnata per il Cuncertass, negli spazi della Coop di Sant’Antonio in via Emilia Pavese a Piacenza

Ma il tempo infausto non ha scoraggiato il pubblico, che ha affollato il festival urbano di primavera nel cortile più famoso della città.

Nelle foto e nel video alcuni momenti del pomeriggio alla Coop.

L’evento è stato organizzato dalla Cgil – Camera del Lavoro di Piacenza, con la direzione artistica di Pietro Corvi (associazione Crows E20), la collaborazione della Coop S.Antonio, dei giovani volontari storici del Cuncertass e diversi altri partner, realtà giovanili, creative e associative locali.

I CONCERTI – LA MUSICA – Super ospiti del “Concertone” piacentino i The Magnetics, il sempre più richiesto collettivo vintage ska-rocksteady – roots reggae lombardo, ultima creatura partorita dalla instancabile e inconfondibile voce e chitarra di Olly Riva dei mitici Shandon, con la solita passione per i ritmi jamaicani in levare, insieme a valorosi compagni di una vita: il polistrumentista Mr Massa al piano, Mr Jack Giacalone e Mr Dimitri Pugliese rispettivamente dai Soulrockets e Raggavibes. Uno dei gruppi più solari e più calienti del momento, chiamati a far ballare il pubblico della sera con un pizzico di teatralità ed esperienza da vendere, nell’anno in cui tra l’altro tutta la scena live nazionale festeggia i 35 anni dello Ska italiano.

L’altra grande attrazione è rappresentata da un combo in arrivo addirittura dalla lontana Russia, da Ekaterinburg, nella regione degli Urali: si chiamano Karovas Milkshake, sono al loro primo tour in Italia e arrivano dalla scuderia della Corner Soul, l’agenzia chiave per il celebre Festival Beat di Salsomaggiore. Ovviamente fanno musica retrò, da ballare e da “viaggiare”: purissimo garage-psych-rock di ispirazione ’60s. Oltre al fascino esotico dato dalla loro provenienza, i Karovas porteranno al Cuncertass un sound caleidoscopico (inciso nel vinile The shade of the purple sun) tra influssi psichedelici e pop-sike, acidi blues-rock ed esplorazioni del beat, dello yé-yé francese e del rock’n’roll “crampsiano”. Un esperto in materia come Enrico Lazzeri li ha definiti “un milkshake di sixties attitude da manuale”.

 

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