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Lavoro in crescita nell’artigianato e PMI. Cna: “L’incertezza politica rallenta il ritmo”

Il trend positivo relativo alla crescita dell’occupazione registrato nell’artigianato e nella micro e piccola impresa nei primi due mesi dell’anno, ha trovato conferma anche a marzo, ma con un ritmo decisamente più lento.

Lo rileva l’Osservatorio Lavoro della CNA che monitora mensilmente l’andamento dell’occupazione su un campione di circa 20.000 imprese con quasi 140.000 dipendenti. In dettaglio, l’incremento dei posti di lavoro a marzo 2018 ha segnato un +0,3% sul mese precedente e un +3,5% rispetto allo stesso mese del 2017. A febbraio, invece, l’aumento era stato dello 0,6% sul mese precedente e del 3,9% su base annua.

Sul fronte delle cessazioni sono i contratti a tempo determinato i più falcidiati (rappresentano il 47,4% del totale), seguiti dal tempo indeterminato (34,6%), dal lavoro intermittente (9,7%) e dall’apprendistato (8,3%). I contratti a tempo indeterminato rimangono i più diffusi nelle imprese artigiane, micro e piccole, anche se ne continua la riduzione del loro “peso”. A marzo costituivano il 65,9% del totale (-0,6% in un mese, -7,1% in un anno) rispetto all’86,7% di dicembre 2014. Nello stesso arco di tempo, i contratti a tempo determinato sono aumentati dal 5,6 al 21,7%, l’apprendistato dal 5,1 al 9,4% e il lavoro intermittente dal 2,6 al 3%.

“Il dato di marzo è ancora positivo – evidenzia il Presidente provinciale di CNA, Giovanni Rivaroli – ma si registra già un rallentamento che potrebbe addirittura aumentare con le prossime rilevazioni su cui influirà, quasi sicuramente, il clima di incertezza politica che sta caratterizzando già da un mese il nostro Paese. Il sistema produttivo italiano, in tutte le sue componenti, ha bisogno di stabilità e di misure di incentivo e di sostegno che, in questo momento, non possono certo essere emanate. L’augurio è che chi ha responsabilità politiche trovi presto la quadratura del cerchio per poter dare al nostro Paese un governo stabile e possibilmente duraturo”.

“Il rallentamento nella crescita dei posti di lavoro nelle imprese artigiane, micro e piccole – sottolinea il Direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza – è stato determinato soprattutto dall’aumento delle cessazioni di rapporto, arrivato ad interessare il 2,5% degli occupati complessivi, a fronte di un incremento delle assunzioni limitato all’1,4%. Gli incentivi a favore dei contratti a tempo indeterminato inseriti nella Legge di Bilancio 2018, purtroppo, hanno sortito un effetto limitato. A farla da padrone a marzo sono state, infatti, le assunzioni a tempo determinato (59,6% del totale), seguite dai nuovi contratti a tempo indeterminato con il 17,4%, dall’apprendistato (12,5%) e dal lavoro intermittente cresciuto del 10,6%”.

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