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“L’ultima intervista”, Elda Saccani e il sogno di vivere la montagna foto

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Un affresco sulla vita rurale, tecnicamente bello, di caldi e brillanti colori della natura di montagna e bravissimi attori che interpretano sé stessi. Sono volati via in un batter d’ali i 45 minuti del film ideato e girato da Elda Saccani intitolato ‘L’ultima intervista‘, presentato al cinema Le Grazie di Bobbio (Piacenza), che si è meritato calorosi applausi dal folto pubblico. Ancora protagonista il mondo rurale che tanto piaceva al grande regista scomparso nei giorni scorsi Ermanno Olmi e messo in scena con lo stesso amore.

Come nelle sue precedenti pellicole, la Saccani – notaio milanese trapiantata a Pontedellolio – ha firmato anche la sceneggiatura e i dialoghi stringati affidandosi più all’immagine del particolare, dal momento che ha girato con la videocamera e non in pellicola. Scene a volte esilaranti, ma il tema è molto serio: un sogno realizzato a fronte di mille fatiche – non romantica utopia -, che lega allevatori di territori lontani geograficamente ma vicini più di quanto si possa immaginare, poiché sono uomini e donne che vivono lo stesso sogno.

“Ho filmato due aziende nelle valli della provincia di Varese (una é quella dell’uomo barbuto con le capre, che fa un delizioso formaggio DOP, capre che pascolano da sole guidate solo dalla capobranco, è l’azienda Pian del Lares in Val Veddasca – spiega la regista -, l’altra é quella del ragazzino universitario contento di lavorare con le vacche e i vitelli nell’azienda agricola di famiglia, Il Ronco a Casciago, in provincia di Varese (altre sono in Val Taro, in Toscana e in Svizzera, ma solo per qualche breve flash)”.

E poi domina su quelle esperienze la Val Nure della famiglia bettolese di Ugo Agnelli e Luisa Sartori, con i figli Roberto, Fabrizio e Romina. Accomuna le aziende e le famiglie del film il sogno – realizzato – di vivere la montagna e la collina, inesorabilmente segnate dallo spopolamento, e di allevare animali considerandoli “senzienti”, cioè rispettando i loro ritmi, favorendoli nella natura di esseri liberi, certi che la loro serenità produrrà in seguito una migliore qualità della vita dell’uomo.

L’argomento trattato dalla regista è infatti il benessere animale, poi tradotto in quanto benessere dell’uomo, attraverso modalità di allevamento che evitino, o perlomeno riducano l’insorgenza di malattie, di conseguenza meno farmaci e carne migliore.

Tutto ciò, e molto altro, è possibile “se consideriamo gli animali esseri senzienti”, ha dichiarato il veterinario dottor Marco Magrini, sindaco di Cassano Valcuvia, consigliere della provincia di Varese e dirigente dell’Asl di Varese), interprete di sé stesso, confermando che “se gli animali vivono senza stress si ammalano molto meno, perciò assumono meno farmaci, in particolare antibiotici e la carne risulta a sua volta meno stressata e migliore”.

Ma il problema vero, che rende più difficoltoso il modello di allevamento praticato dai protagonisti, è l’assenza di agevolazioni e misure specifiche, da parte delle istituzioni statali e territoriali, da destinare a coloro che vogliono vivere nelle zone disagiate pur trovando sbocchi remunerativi nella distribuzione dei loro prodotti “invece di essere strangolati dal mercato vanificando così il loro lavoro e i loro guadagni; tempo fa riuscii a favorire un accordo tra un ipermercato insediato nel territorio del mio comune con i piccoli produttori”.

Il veterinario Magrini ha aperto il dibattito che si è svolto al termine della proiezione de “L’ultima intervista”. Alla base di tutto sta “un cambiamento di mentalità e più attenzione, tenendo conto del valore di salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema che rivestono gli agricoltori in montagna, loro sono il freno allo spopolamento e assicurano la cura del territorio”.

Dello stesso parere è stato Giampaolo Maloberti presidente del Consorzio di allevatori e macellai ‘La Carne che Piace’ e gran sostenitore della filiera corta perché “garanzia di qualità e salubrità”. “Il film è molto bello e ha messo in evidenza il ruolo importante dei piccoli allevatori e degli agricoltori di montagna come presidio dell’ambiente e del territorio”, purtroppo ostacolato “dalla politica burocrate dell’Unione Europea, invece va trovato un sistema per garantire un equo reddito e, anzi, potenziare le produzioni di qualità”. Fra gli intervenuti l’ex sindaco di Coli Massimo Poggi e Stefano, il titolare del cinema Le Grazie, che si è presentato in quanto “vegano” invitando a non consumare prodotti di natura animale.

Da ‘L’ultima intervista’ esce un messaggio – un auspicio della regista essa stessa fra gli interpreti e che, non avendo sponsorizzazioni, ha mobilitato parenti e amici – e un invito a consumare meno carne e a controllarne sempre la provenienza quando la compriamo. “Per esigenze di scena abbiamo esaminato una confezione di carne bovina, l’etichetta spiegava che l’animale era nato in Belgio, allevato in Olanda e macellato in Italia, ditemi voi se quella povera bestia non è stata stressata, i consumatori devono responsabilizzarsi, devono sapere che hanno il potere di cambiare le cose”.

La serata è stata presentata e condotta dalla giornalista Maria Vittoria Gazzola.

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