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Molinaroli racconta le frazioni di Piacenza: “Realtà piene di vita da tutelare” foto

E’ dedicato alle frazioni di Piacenza l’ultimo libro del giornalista e scrittore Mauro Molinaroli. Un volume nato accompagnando nei mesi scorsi il sindaco Patrizia Barbieri nel “tour” di ascolto dei residenti, in un percorso da Pittolo a Sant’Antonio.

“Le frazioni raccontano storie incredibili – ha sottolineato l’autore nel corso della presentazione all’Auditorium S.Ilario – spostandosi solo di pochi chilometri si trovano situazioni molto differenti fra loro: è come – per citare Leibniz – se fossero tante monadi tra loro diverse”.

“Mauro – ha sottolineato Barbieri intervenuta insieme all’architetto e storico Manrico Bissi e all’oncologo Luigi Cavanna – ha ascoltato i residenti con il cuore del cittadino, io ho cercato di farlo con quello dell’amministratore: nelle frazioni esiste un patrimonio culturale che nel suo libro è riuscito a fare emergere. I problemi delle frazioni sono tanti e ciascuna ha le proprie peculiarità: in pochi chilometri ci sono cittadini che vivono maggiormente il problema della sicurezza, altri quello della viabilità, altri ancora quello della carenza di servizi”.

“Da parte dei residenti che abbiamo incontrato non abbiamo mai avuto atteggiamenti ostili, – ha aggiunto il primo cittadino – ma è sempre emersa la volontà di collaborare ed è stato un piacere dialogare con loro per costruire un percorso comune. Tutti ci siano accorti di quanto, insieme al resto del tessuto cittadino, sia importante investire sulle frazioni – purtroppo per lungo tempo dimenticate – e come amministrazione ci impegneremo in questo senso”.

Su gentile concessione, pubblichiamo la premessa dell’autore al libro:

Terre di confine abitate da tanta gente che nutre un forte senso di appartenenza, con la voglia di migliorare non solo strutture e viabilità, ma anche il rapporto con le istituzioni su cultura e tradizioni, storia e giovani. Le frazioni sono realtà piene di vita che hanno bisogno di essere tutelate.

Ho deciso di scrivere la storia di questi luoghi dopo avere accompagnato il sindaco Patrizia Barbieri agli incontri con gli abitanti delle frazioni cittadine, molte delle quali hanno una storia che viene da molto lontano, addirittura dall’epoca romana e dal medioevo e ogni campanile presenta vicende e vicissitudini proprie; nel corso dei secoli le frazioni hanno costituito l’avamposto urbano e sono state feudi di nobili e aristocratici, ma anche terre di conquista da parte dell’esercito napoleonico ai primi dell’Ottocento e dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Il mio viaggio nelle frazioni lancia segnali importanti: non si possono ricordare questi luoghi soltanto durante le campagne elettorali o in modo sporadico, saltuario; occorrono impegno, condivisione e un forte senso di vicinanza a queste piccole comunità per risolvere problemi che vengono da lontano, spesso legati a viabilità, sicurezza, bisogno di aggregazione, servizi per bambini e anziani.

Il volume intende valorizzare il ruolo delle frazioni attraverso il loro percorso culturale pur essendo notevoli le differenze tra piccole realtà distanti soltanto pochi chilometri: Roncaglia, Pittolo, Mortizza, Musinasso e Ivaccari, hanno una loro storia autonoma; Vallera è l’esempio di una realtà nata negli anni Ottanta con la costruzione di belle e prestigiose ville non lontano dalla città; Le Mose sono oggi è non-luogo tra tangenziali, raccordi autostradali e presenze umane a volte inquietanti.

Le persone che abitano le frazioni urbane non vogliono vivere in luoghi-dormitorio, non intendono rinunciare al bisogno di iniziative di carattere ricreativo e culturale; intendono piuttosto dare risalto ai loro territori, alle loro abitazioni che sono spesso frutto di sacrifici, impegno, affermazione del senso della famiglia, del desiderio di avere uno spazio in cui vivere tra città e campagna.

Patrizia Barbieri ha dato coraggio e ha fatto di tutto per capire che solo coinvolgendo le persone è possibile una collaborazione reciproca. Ha avuto la capacità di ascoltare, di impegnarsi in prima persona, di essere presente.

Il libro prende spunto da quel coraggio ed è la prima costruzione articolata di tante storie, di Comuni nati ai primi dell’Ottocento e voluti da Napoleone Bonaparte, come Sant’Antonio, Mortizza e San Lazzaro e poi aggregati alla città nel 1923 secondo le nuove leggi fasciste. A pochi chilometri dal centro cittadino, tanta brava gente che vuole vivere con la dignità del proprio lavoro senza avvertire il senso dell’abbandono e dell’indifferenza. Il segnale è importante, occorre che queste persone si sentano più protette.

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