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Ok con polemiche al bilancio Ausl, Calza “Pronta a farmi da parte”

Ok di misura, e con non poche polemiche, al bilancio consuntivo dell’azienda Usl di Piacenza. Il conto economico è stato votato in sede di conferenza socio sanitaria, dopo i rinvii delle scorse settimane. I “sì” al bilancio sono stati 30, contro i 57 voti disponibili calcolati in base al numero effettivo di sindaci presenti e al loro voto ponderale (Provincia inclusa, rappresentata dal presidente Francesco Rolleri).

Ecco i Comuni favorevoli: Agazzano, Bobbio, Cadeo, Calendasco, Fiorenzuola, Gossolengo, Gragnano, Piozzano, Podenzano, Pontedellolio, Pontenure, Rivergaro, Travo, Vernasca e la Provincia stessa. Astenuti invece Alseno, Besenzone, Bettola, Borgonovo, Caorso, Castellarquato, Monticelli, Morfasso, Piacenza, Rottofreno. Contrari i primi cittadini di Castelsangiovanni, Cortemaggiore e Gazzola.

LA DISCUSSIONE – Non sono mancate le polemiche durante la lunga seduta: in questi giorni si è tenuto l’incontro in Regione, sollecitato dagli stessi sindaci per chiedere che vengano rivisti i criteri per l’assegnazione di contributi alla nostra Provincia, ma a preoccupare maggiormente i primi cittadini sono ancora il piano di riorganizzazione ospedaliera dell’azienda e il timore del depotenziamento di alcuni presidi ospedalieri, vista anche al decisione di alcuni stimati medici di trasferirsi presso altre province.

E’ il tema posto dal sindaco di  Piacenza Patrizia Barbieri e rilanciato dalla collega di Castelsangiovanni Lucia Fontana. “Non dite che i professionisti che operavano nel nostro ospedale se ne sono andati perché hanno trovato condizioni economiche più vantaggiose, perché non è così. Io ho parlato con loro – dice il sindaco Fontana – e se ne sono andati con dispiacere, perché qui non si trovavano più bene”.

Per Gabriele Girometta (Cortemaggiore) è da rimettere in discussione la decisione di privilegiare le Case della Salute. “Vanno bene per chi non ha problemi. Ma la gente ha bisogno di diagnostica, per questo voto contro”. Voto di astensione per Raffaele Veneziani (Rottofreno) in sintonia con la dichiarazione di voto espressa dal sindaco Barbieri che, propone Veneziani, dovrebbe assumere un ruolo di coordinamento e di leadership politica dei sindaci piacentini.

Una proposta vista con favore da Roberta Battaglia (Caorso), che sostiene “il ruolo centrale di Piacenza” e ribadisce la propria contrarietà al piano di riorganizzazione, ricordando come per gli amministratori sia necessario poter avere a disposizione piani economici – finanziari degli interventi, ad esempio per la realizzazione dell’ospedale di Fiorenzuola.

Alle contestazioni dei sindaci risponde il direttore generale Luca Baldino, il quale ha ricordato la scadenza ormai prossima per l’approvazione del bilancio di previsione dell’azienda, fissato per metà giugno. “Non è vero che l’azienda ha tolto infermieri dagli ospedali per inserirli nelle case della salute – ha detto -, abbiamo fatto un piano per nuove assunzioni. Sul fronte dei concorsi per i primari, questi sono tutti indetti e entro la fine dell’anno le procedure saranno concluse”.

“L’incontro in Regione è andato bene: è stato chiesto di definire una priorità rispetto agli interventi da sostenere e su questo bisogna lavorare. Per l’ospedale di Fiorenzuola il piano economico è stato presentato e discusso più volte, la Regione eroga i finanziamenti necessari per il suo completamento non appena si procede con i lavori”.

CALZA: “PRONTA A FARMI DA PARTE” – In chiusura di seduta, ha preso la parola Patrizia Calza che, dopo aver ringraziato la collega Barbieri per i toni costruttivi del proprio intervento, si è detta pronta a “farsi da parte” e di lasciare il proprio incarico di presidente della conferenza socio sanitaria al sindaco di Piacenza, anche alla luce dei mutati equilibri politici sul territorio piacentino. “Sono pronta a farmi da parte – dice Calza – con lo stesso spirito di servizio con cui ho accettato di svolgere questo ruolo due anni fa”.

Una proposta che il sindaco Barbieri ha accolto con quello che è sembrato un “no” netto, ma sicuramente chiarirà meglio la sua posizione in occasione della prossima seduta della conferenza socio sanitaria.

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