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Omeopatia sì o no? Torna il dibattito “Il controllo del medico è fondamentale”

È tornato alla ribalta il controverso tema che riguarda l’utilizzo prodotti omeopatici. Ad innescare in ordine di tempo l’ultimo dibattito è stata la scheda informativa pubblicata dalla Fnomceo (la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici) sul sito “Dottoremaèveroche”:

“Diversi studi – si legge – hanno evidenziato che nessuna patologia ottiene miglioramenti o guarigioni grazie ai rimedi omeopatici”. “Nella migliore delle ipotesi – prosegue il testo redatto del dott. Salvo Di Grazia (medico specialista in ginecologia e in fisiopatologia della riproduzione umana e divulgatore scientifico, ndr) – gli effetti sono simili a quelli ottenuti con sostanze inerti. Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi, allo stato attuale non esistono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica”.

Immancabile la diatriba scatenatasi in particolare sui social network, due le fazioni: da una parte chi si schiera a favore del solo uso di farmaci tradizionali, dall’altra, invece, coloro che sostengono – evocando anche teorie complottistiche sulle lobby farmaceutiche – che i prodotti omeopatici risultino altrettanto efficaci ed esenti da controindicazioni.

Sulla questione abbiamo voluto interpellare alcuni farmacisti di Piacenza, ai quali abbiamo chiesto un parere professionale.

“Nel corso degli anni – dice il dott. Luigi Losi, titolare della Farmacia della Besurica nella quale vengono venduti sia prodotti farmaceutici allopatici che omeopatici – abbiamo visto che la medicina omeopatica è stata utile per trattare diversi casi; la cosa migliore è arrivare alla corretta integrazione tra i farmaci tradizionali e prodotti omeopatici. A monte deve assolutamente esserci il controllo e la supervisione di un medico che conosca entrambe le medicine, per determinare in quali casi sia possibile somministrare al paziente prodotti omeopatici e quando, invece, è imprescindibile la prescrizione dei farmaci tradizionali”. “In quelle patologie nelle quali è necessario l’uso di un antibiotico, è difficile pensare ad un suo sostituto omeopatico – aggiunge -. Non va assolutamente bene abusare dei farmaci, così come non si può fare esclusivo affidamento sui prodotti omeopatici”.

“Da un punto di vista scientifico non ci sono effettivamente riscontri da laboratorio sull’efficacia dei prodotti omeopatici, cosa che invece avviene su quelli convenzionali – ha spiegato la dott.ssa Laura Camoni, titolare della Farmacia San Giacomo -, l’esperienza personale mi ha però portato ad osservare benefici su un determinato numero di persone.“Certamente – precisa Camoni – non bisogna esagerare: patologie gravi non si possono curare con l’omeopatia, ma l’associazione tra le due medicine, tradizionale e omeopatica, per me va sempre bene, così come per la cura di patologie minori si può utilizzare il farmaco omeopatico. Ma, ripeto, sintomi gravi non vanno curati solo con l’omeopatia. Infine, sempre e comunque consultare il medico”.

“Mi sento di sconsigliare una terapia esclusivamente omeopatica, tuttavia una terapia combinata allopatia – omeopatia potrebbe essere assolutamente indicata, purché supportata da un valido parere medico – il parere del dott. Davide Bersani, dipendente della Farmacia Corvi.

“Anzitutto – sottolinea il dott. Paolo Cordani, titolare della Farmacia Fiorani – va premesso che l’omeopatia è qualcosa di molto complesso. Che non ci siano evidenze scientifiche o mediche sulla loro efficacia è certo e assodato, e questo è confortato dal fatto che nessuna confezione di prodotti omeopatici contenga il bugiardino indicante le proprietà terapeutiche. Sebbene personalmente ritenga che l’omeopatia abbia una grande valenza sul piano della prevenzione – delle allergie, per lo più -, mi sento di consigliare a coloro che intendano sottoporsi a questi trattamenti di rivolgersi sempre ad un medico omeopata che valuti il paziente e ne prescriva la cura. Sul fai-da-te, sul sentito dire, su quello che si trova cliccando in internet, sono alquanto scettico”. “La medicina omeopatica – sentenzia il dott. Maurizio Bonora, titolare dell’omonima farmacia -, di fatto è del tutto inefficace per la cura di qualsiasi patologia”.

“La medicina omeopatica può avere una valenza e un’utilità in taluni soggetti, portandoli a reagire ad una determinata patologia per una questione psicologica (il cosiddetto effetto placebo, ndr) – chiosa il dott. Roberto Laneri, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Piacenza – certo che per patologie gravi o croniche è impensabile optare solo ed esclusivamente per prodotti omeopatici. Dobbiamo prendere atto che esistono due correnti di pensiero, sia in campo farmaceutico che medico: chi avalla anche l’utilizzo della medicina omeopatica e chi, invece, sostiene solo ed esclusivamente la medicina allopatica. Entrambe le tesi meritano rispetto, l’importante è sempre la salute e la corretta informazione dei pazienti”.

LA POSIZIONE DELL’ORDINE DEI MEDICI – Il tema delle cosiddette “medicine non convenzionali”, tra le quali rientra appunto l’omeopatia, è da tempo all’attenzione anche dell’Ordine dei Medici di Piacenza che nel recente passato ha promosso convegni ed eventi pubblici con lo scopo di favorire il dialogo e la conoscenza tra chi esercita la medicina tradizionale e chi pratica quella alternativa.

“In Italia – spiega il presidente Augusto Pagani – oltre 10 milioni di persone si affidano alle medicine alternative. Per questo è doveroso chiarirne limiti e differenze, senza però mettere tutte le medicine non convenzionali fuori legge e criminalizzare i colleghi che le praticano nel rispetto della legge e del Codice deontologico”.

“Il Comitato Nazionale di Bioetica – ricorda Pagani – distingue la medicina scientifica dalle medicine non convenzionali, ma le considera atto medico a tutti gli effetti; qualsiasi terapia non convenzionale non deve quindi sottrarre il cittadino a specifici trattamenti di comprovata efficacia e richiede l’acquisizione del consenso. Sulla stessa linea si esprime anche l’articolo 15 del nostro Codice deontologico”.

“Ogni singolo medico – evidenzia poi il presidente dell’Ordine provinciale – ha libertà e responsabilità di cura, ma tale libertà deve necessariamente esercitarsi nella prospettiva fondamentale della tutela della salute del malato: nel caso di patologie gravi non appare in alcun caso lecito, né giuridicamente, né deontologicamente, né bioeticamente, che il medico ritardi inutilmente il ricorso a più rigorose ed efficaci diagnosi e terapie di carattere scientifico. In questi casi le pratiche mediche non fondate scientificamente non possono sostituire quelle della medicina scientifica”.

Sul sito internet dell’Ordine dei Medici di Piacenza (www.ordinemedici.piacenza.it – sezione “Sportello del Cittadino”) sono pubblicati gli elenchi dei medici iscritti che esercitano le medicine non convenzionali (omeopatia, agopuntura e fitoterapia) sulla base di una valutazione dell’apposita commissione e del regolamento approvato dall’Ordine stesso.

Stefano Pancini

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