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Nuovo ospedale, assemblea del Pd “No a guerre di religione sull’area”

Un’assemblea pubblica per presentare alla città le opzioni sulla collocazione del nuovo ospedale. L’iniziativa è stata lanciata dal Partito Democratico di Piacenza e l’invito a partecipare non è esteso solo ai simpatizzanti e agli iscritti, ma a tutti i piacentini. L’appuntamento – mercoledì 30 maggio dalle 21 al Salone Nelson Mandela della Camera del Lavoro – è stato presentato dal segretario provinciale Silvio Bisotti nella sede di via Roma.

“Sarà un incontro allargato – spiega – a tutti i cittadini e alle realtà associative per esaminare a fondo il percorso di scelta sulla collocazione del nuovo ospedale. Sarà un’iniziativa laica senza preconcetti: non faremo barricate nè guerre di religione”. “Partendo da alcuni punti fermi – aggiunge – e cioè che il nuovo ospedale si farà, sulla base di una condivisone ormai ampia delle forze politiche. E che la città abbia bisogno di una struttura moderna e meglio collocata ce lo dicono gli esperti e le esigenze della sanità piacentina.

L’altro punto fermo è che la Regione Emilia Romagna garantisce le risorse necessarie, una volta individuata l’area. Quindi è  fondamentale che il territorio faccia una scelta: per questo durante l’assemblea illustreremo le schede illustrative delle quattro aree in gioco (le due pubbliche ex Pertite e caserma Lusignani, e le due private La Verza e San Lazzaro ndr) con tutti i pro e i contro per ciascuna ipotesi”.

“L’opzione di fondo per noi – aggiunge Bisotti – è quella sulle aree pubbliche, basti pensare che il consumo di suolo sarebbe significativamente inferiore rispetto alle due aree private”.

“E non dimentichiamo che la variabile tempo è fondamentale. La Regione infatti deve assumere entro pochi mesi la decisione di finanziare la struttura. Gli elementi ci sono all’80 per cento”.

“Ai portatori di interesse di natura ambientale vogliamo spiegare la nostra posizione – precisa – noi diciamo sì a un parco da 160mila mq alla Pertite e forse anche a due, con la possibilità di dismettere la caserma Lusignani.

Mentre la scelta di avere solo un bosco integrale alla Pertite non troverebbe la sostenibilità economica, in particolare per la bonifica necessaria. Tra l’altro la superficie della Pertite è già impermeabilizzata al 40-45 per cento, tra il suolo già edificato e quello compromesso. Ricordo inoltre che ai tempi del referendum del 2011 sulla Pertite a parco, mancavano tanti elementi da prendere in considerazione oggi, primo fra tutti la bonifica a spese dello Stato“.

“Non escludiamo infine la possibilità – conclude – di ricorrere a un nuovo referendum, per dare la parola ai cittadini sull’ipotesi di un progetto integrato di nuovo ospedale più parco alla Pertite”.

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