PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Nuovo ospedale, due consigli comunali per decidere foto

Nuovo ospedale di Piacenza, la decisione sarà presa entro l’estate. E’ quanto emerso dall’ultima riunione della commissione ristretta, voluta dal sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri per approfondire fattibilità e localizzazione del nuovo ospedale.

Al termine dell’incontro, che ha visto la presentazione di due documenti, redatti da Fratelli d’Italia e dal Pd, si è deciso di procedere con la convocazione di due consigli comunali. Il primo si terrà all’inizio di giugno, con l’audizione del direttore generale Ausl Luca Baldino, il quale illustrerà le quattro ipotesi di localizzazione dell’ospedale, emerse durante le sedute della commissione. Una seduta pubblica, ovviamente, a cui potrà partecipare la comunità.

In una seconda seduta, che si terrà comunque nelle settimane immediatamente successive, il consiglio sarà invece chiamato ad esprimersi sia sulla volontà di realizzare il nuovo ospedale di Piacenza, sia sull’area prescelta. Seduta decisiva, alla quale il Comune chiederà alla Regione di partecipare. Una fase, questa, che vedrà poi l’apertura di un percorso partecipativo aperto alla città.

Durante la riunione a palazzo Mercanti si è tenuto il sit-in del Comitato Amici della Pertite, per chiedere che l’area verde (tuttora tra le ipotesi presentate) sia stralciata.

ospedale vecchio

IL DOCUMENTO PRESENTATO DA STEFANO CUGINI, ESPRESSIONE DEL PD – Alla luce delle informazioni fin qui acquisite e delle schede elaborate da Ausl e Comune di Piacenza (visionate in data 8 maggio), prima dell’avvio di ulteriori fasi consultive con altri portatori di interesse istituzionali (sindacati, categorie, associazioni, …) e del definitivo passaggio in Consiglio comunale, il PD di Piacenza, sottopone ai cittadini e alle forze politiche del territorio le seguenti opinioni e proposte:

1. SI AL NUOVO OSPEDALE: conferma della positività dell’investimento, che in prospettiva doterà l’intero territorio provinciale di un presidio moderno e all’avanguardia, come richiesto in primis – e sottoscritto – dai professionisti (medici, infermieri, tecnici), con positive ricadute sul piano urbanistico e strutturale, garanzie di adeguata dotazione in termini di personale, dispositivi e tecnologie, centralità nel complesso piano di riordino e specializzazione della sanità di tutta la provincia (medicina d’iniziativa, competenza clinica, case della salute).

2. PRIORITÀ AL FATTORE TEMPO Occorre una volta per tutte fugare dubbi e perplessità sulle reali intenzioni di accettare questa sfida, al netto dei tatticismi, dandosi un calendario preciso e l’impegno congiunto al rispetto del medesimo, perché i vari passaggi, fatti e da farsi, non diventino poi l’alibi di qualcuno per giustificare eventuali fallimenti o scaricare ad altri presunte responsabilità.

3. SCELTA DELL’AREA:

3.1.SOLUZIONE PUBBLICA: presa d’atto oggettiva, al di là delle preferenze individuali e della scelta finale, che l’individuazione di un’area pubblica, implicherà

• sul piano urbanistico, l’avvio del recupero di aree dismesse e la prosecuzione del riordino e della razionalizzazione della presenza della Difesa in città (con, in prospettiva, il rilascio del complesso di San Sisto e della Caserma Nicolai),

• sul piano ambientale, la riqualificazione di aree già compromesse, la loro bonifica (dove obbligatorio) e la conseguente restituzione alla fruibilità dei cittadini, senza sottrazione di verde esistente e aggravio di costi insostenibili per il bilancio comunale.

3.2.SOLUZIONE PRIVATA: presa d’atto oggettiva, al di là delle preferenze individuali e della scelta finale, che l’individuazione di un’area privata, implicherà

• sul piano urbanistico, – tempi per le procedure pubbliche necessarie all’acquisizione, che diano pari opportunità a tutte le possibili manifestazioni di interesse alternative a quelle già emerse, senza trascurare il rischio connesso agli eventuali ricorsi e allo stallo che ne deriverebbe,
– costi, per opere di viabilità accessoria, non di pertinenza del Comune di Piacenza (Anas? Provincia?), al momento difficili da quantificare e con garanzie di copertura tutte da verificare,

• sul piano ambientale, CONSUMO DI SUOLO, con ulteriore sottrazione di aree verdi e diffusa cementificazione. Mentre l’opzione pubblica implica sostanzialmente il recupero, nelle zone individuate, di parti già costruite, la prospettiva privata prevede cemento (tra i 120.000/150.000 mq) dove oggi ci sono terra e verde.

4. FATTIBILITÀ E COSTI DEGLI ACCESSI VIABILISTICI: valutare e quantificare le varie opzioni in campo, precisando le soluzioni possibili, i vari iter connessi e i soggetti deputati a rilasciare autorizzazioni/sostenere le spese.

5. CHIAREZZA SUL PARCO ALLA PERTITE: il Parco nell’area dell’ex Pertite è una PRIORITÀ. A oggi le ipotesi percorribili sono 3:
a. BONIFICA + BOSCO: ovvero risanamento da detriti bellici, amianto e/o idrocarburi, per un ripristino ambientale dell’area, dal lasciare poi in stato boschivo incolto, senza ulteriori interventi e con conseguente impossibilità di fruizione da parte dei cittadini, accontentandosi degli effetti che il “polmone” verde già garantisce da decenni.

b. BONIFICA + PARCO: al netto del ripristino ambientale, creazione di un’immensa area verde da restituire pulita e ordinata ai cittadini, perché diventi luogo di fruizione a tutti gli effetti.

c. BONIFICA + PARCO + OSPEDALE: oltre al ripristino ambientale e alla realizzazione dell’immenso parco fruibile, collocazione della nuova struttura ospedaliera in modo che si integri nel particolare contesto (senza ridurre il verde oggi disponibile) e contribuisca alla sua valorizzazione e mantenimento.
Predisporre, quale ultimo approfondimento al lavoro tecnico del tavolo, uno studio che indichi con congrua approssimazione

TEMPI, COSTI, RESPONSABILI (soggetti deputati a farsi carico dei lavori e dei relativi oneri) per l’ottenimento di ognuna delle ipotesi (a, b, c,), anche prevedendo progressive fasi di realizzazione. In poche parole, facciamo sapere ai piacentini in quanto tempo, alle condizioni date, possono ragionevolmente aspettarsi di godere del parco.

6. FUTURA DESTINAZIONE LUSIGNANI: finora al tavolo politico non se ne è mai parlato, se non nel caso di costruzione del nuovo Ospedale. Perché non resti per i prossimi decenni un altro “non luogo” soggetto a degrado, ci si impegni – qualora sul sito non cadesse la scelta finale per la nuova struttura sanitaria, qualunque sarà la sede alternativa individuata, a destinarlo a PARCO e a restituire così ai cittadini ulteriori 90.000 mq di area ambientalmente ripristinata. Quanto proposto va inteso in una logica integrativa, NON sostitutiva, rispetto alla realizzazione del Parco della Pertite.

7. RIQUALIFICAZIONE DELLA VECCHIA AREA: al netto delle prime ipotesi già abbozzate, pronta individuazione di soggetti, tempi e modalità per l’avvio dell’imprescindibile percorso tecnico/politico di elaborazione del piano di riqualificazione dei nuclei vecchio, antico e dell’attuale Polichirurgico.

8. PAROLA AI PIACENTINI: Alla politica, in particolare a chi ha il mandato a governare, spetta la responsabilità della scelta finale. Tuttavia, considerata la straordinaria importanza – sotto tutti i punti di vista – della decisione da assumere, riteniamo che la delega di rappresentanza ricevuta dai cittadini possa e debba essere accompagnata e confrontata con l’espressione di un parere popolare informato che espliciti le preferenze di quella quota di opinione pubblica interessata a far sentire la propria voce. Si propone dunque di:

• rendere immediatamente consultabili le schede sinottiche, con vantaggi e svantaggi delle soluzioni possibili, tutte validate sul piano sanitario e urbanistico, compreso l’approfondimento sulle ipotesi temporali di progressiva realizzazione del parco alla Pertite;

• stabilire data (entro l’estate) e forma di una consultazione che dia ai piacentini la possibilità di esprimersi sulla localizzazione della più importante opera dei prossimi decenni, come garanzia di scelta condivisa, trasparente, non calata dall’alto, nel rispetto e riconoscendo pari dignità a ogni opinione;

• predisporre in tempi stretti un calendario di incontri pubblici, fino alla data della consultazione, per permettere a quanta più gente possibile di informarsi, porre domande, trovare adeguati riscontri.

IL DOCUMENTO PRESENTATO DA FILIPPO BERTOLINI, ESPRESSIONE DEL PARTITO FRATELLI D’ITALIA – Per correttamente inquadrare il tema riguardante la realizzazione di un nuovo ospedale a Piacenza, occorre ricostruire alcuni passaggi. In primo luogo, occorre esprimere e/o ribadire quale e’ il giudizio del Comune di Piacenza, e non solo, rispetto all’ipotesi – mai archiviata – di fusione dell’Ausl di Piacenza con altre limitrofe.

Al riguardo il Consiglio Comunale di Piacenza il 19 Gennaio 2015 approvava un ordine del giorno che invitava, tra l’altro, il Sindaco e il Presidente della Provincia a .

In secondo luogo, occorre evidenziare che il Consiglio Comunale di Piacenza, l’8 Novembre 2015 approvava un ordine del giorno che, tra l’altro, invitava il Sindaco e la Giunta .

Detto ordine del giorno, proprio per le ampie convergenze ottenute, attestava sia la volontà delle più importanti forze politiche cittadine di condividere il percorso per la progettazione e la realizzazione del nuovo Ospedale, sia quella di vedere migliorata la funzionalità dell’attuale presidio Ospedaliero.

Il Consiglio Comunale di Piacenza il 16 Gennaio 2017 approvava un ordine del giorno con cui invitava, tra l’altro, il Sindaco e la Giunta Comunale ad avviare un concreto percorso partecipato, consultivo e non solo informativo, al fine di: .

Pochi giorni dopo, la Giunta Comunale di Piacenza con deliberazione n. 54 del 24 Febbraio 2017 approvava il testo di un protocollo d’intesa fra Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio, Regione Emilia-Romagna, Unità Sanitaria Locale di Piacenza e Comune di Piacenza.

Nella premessa del detto Protocollo, nulla dicendosi del summenzionato ordine del giorno, si legge testualmente: < da ultimo, inoltre, è emersa l’esigenza della Regione Emilia-Romagna, che, dovendo procedere al rinnovamento delle proprie strutture sanitarie, d’intesa con la stessa Amministrazione comunale, ha individuato quale prioritaria la realizzazione di un nuovo e moderno Ospedale nel Comune di Piacenza e, a tal fine, per evitare nuovo consumo di suolo e favorire, al contempo, la rivitalizzazione dei contesti territoriali degradati, ha individuato nel riuso dei beni immobili dello Stato, presenti nel territorio comunale di Piacenza, la migliore localizzazione della sede del nuovo Ospedale>.

Non sfugge a nessuno, come risulta dal significato proprio delle parole, il fatto che la Regione in allora si pronunciò chiaramente per localizzare il nuovo Ospedale su una delle due aree militari individuate (caserma “Lusignani” o ex PertiTe)

Non a caso la Regione Emilia-Romagna con Delibera di Giunta regionale n. 2330 del 21 dicembre 2016, provvedeva

Con la predetta delibera veniva prevista altresì

Il Comune di Piacenza, da parte sua, con Delibera di Giunta Comunale n. 449 del 6 dicembre 2016, avanzava 

Sempre con riferimento al detto protocollo, scaduto ma non ancora inefficace, giova ricordare che lo stesso prevede che

Sempre con riferimento al Protocollo in esame:

– la Regione Emilia-Romagna si impegnava:

– il Comune di Piacenza si impegnava: ;

Il quadro esigenziale, per la riallocazione delle funzioni svolte nei compendi “Ex Pertite” e “Lusignani”, disponeva:

− cessione alla Difesa di un’area nella zona di Piacenza, individuata dall’Amministrazione comunale, raggiungibile con viabilità ordinaria idonea al transito di trasporti eccezionali;
− realizzazione della recinzione perimetrale della citata area, avente caratteristiche tecniche conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza, con idoneo passo carraio per l’accesso di trasporti eccezionali;
− realizzazione, nell’area acquisita, di una pista prova carri (secondo le caratteristiche riportate nella figura sottostante>.

Ed ancora:
<….Qualora il Comune non riuscisse ad individuare un’area adeguata, a cura del G.d.L. * potrà essere verificata la possibilità di realizzare la pista carri in un’area già in uso alla Difesa, previa esecuzione dei lavori eventualmente necessari in relazione alla nuova esigenza>. (Legenda G.d.L: “Gruppo di Lavoro”)

Il sindaco di Piacenza intervenendo l’11 Novembre 2017 in sede di dibattito, affermava che sul tema in questione .

Il Presidente del Consiglio Comunale di Piacenza, Con nota del 10 Gennaio 2018, informava i capigruppo consiliari che era intenzione dell’Amministrazione , evidenziando altresì che .

Premesso, dunque, che il tavolo ha compiti ma non certo decisori, si evidenzia che:

a) se non si vogliono prendere in considerazione le aree individuate nel Protocollo di cui sopra, occorre che lo stessa venga fatto decadere o, in alternativa, che lo stesso sia prorogato quanto al tempo, ma non certo ai contenuti;

b) la Regione Emilia-Romagna dovrebbe ufficializzare la propria posizione in ordine al fatto che essa rinuncia (come invece risulta dal Protocollo) a scegliere ed individuare il sito su cui realizzare la nuova struttura ospedaliera, oltre a rimuovere o confermare la propria posizione contraria ad un nuovo consumo di suolo;

c) se si intendono prendere in esame aree di natura privata, non si può prescindere dalle caratteristiche che le stesse devono possedere (e, quindi, occorre definire precisi criteri per l’esame delle stesse, preferibilmente indicati dall’Ausl che dovrà poi utilizzare la nuova struttura ospedaliera);

d) appare difficile pensare ad un modello di ospedale definito in ragione della superficie dell’area, anziché stabilire quale tipo di ospedale si vuole realizzare e poi andare alla ricerca delle aree, pubbliche o private, idonee;

e) le quattro aree oggetto di esame da parte del Tavolo, mostrano caratteristiche del tutto differenti e divergenti in modo sostanziale sia per quanto riguarda le superfici utili, sia per la viabilità esistente, il servizio di trasporto pubblico, l’impatto urbanistico (volumi di costruito rispetto all’esistente);

f) in particolare, si osserva anche le due aree militari mostrano differenze sensibili (a partire dalle superfici: una e’ un terzo dell’altra) che ne pregiudicano un giudizio comparativo (a tacere del fatto che per quanto riguarda l’ex Pertite, nulla è dato di sapere in ordine alla nuova pista – le cui caratteristiche sono ben stata chiarite dall’Autorità Militare – per prova carri);

g) e’ auspicabile che un’area pubblica, dopo che ne siano state chiarite le caratteristiche, vada individuata attraverso un processo di evidenza pubblica, tenuto conto anche del fatto che meglio sarebbe se la stessa avesse già una destinazione urbanistica che consenta di utilizzare volumi per l’edificazione;

h) rimane tutt’ora irrisolto, anche solo in via ipotetica, la destinazione e, quindi, l’utilizzo dell’area su cui insiste l’attuale struttura ospedaliera.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.