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Pane a tavola? Meglio la Bortellina. La versione della Confraternita dei Grass

Niente di più semplice, niente di più gustoso: stiamo parlando della Bortellina – o meglio, della Burtlëina. Impasto di farina e acqua, qualche fetta di salume, formaggio morbido e voilà, Piacenza è servita!

Immancabile nelle sagre paesane, rielaborata nelle case piacentine e senza alcun dubbio amata da tutti, questo antipasto è tipico del nostro territorio, precisamente del comune di Gragnano Trebbiense, che ha riconosciuto nel 2015 a questo prodotto il marchio De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine).

Non si trova di certo nella lista dei piatti più salutari, ma come rinunciare ad una prelibatezza così? Nato in origine come piatto povero e sostituto del pane, la Bortellina è ottima servita da sola – con tutta la sua friabilità e il suo sapore intenso – o accompagnata da salumi rigorosamente piacentini DOP (come la Coppa, la Pancetta o il Salame) e formaggi morbidi per contrastarne la croccantezza.

Sulla base di questi abbinamenti la domanda sorge spontanea: la Burtlëina è l’equivalente dell’ormai strafamoso gnocco fritto? Assolutamente no – sottolinea anche la Confraternita dei Grass, che da anni si impegna per salvaguardare la tradizione culinaria del territorio piacentino.

Oggi la Burtlëina sta scomparendo perché tutti i turisti che si riversano nelle nostre terre nei fine settimana nulla sanno di questa frittellina – scrive la Confraternita sul suo sito ufficiale – ma conoscono bene il gnocco fritto che sta diventando un cibo globalizzato come la pizza.”

Anche noi vogliamo salvaguardare questo delizioso antipasto piacentino, perciò vi presentiamo di seguito la ricetta secondo l’Accademia dei Grass – presente anche sul sito.

Per 1 kg di farina bianca 00, aggiungere 1,5 l di acqua freddarigorosamente frizzante – e un cucchiaio di sale fine. Amalgamare velocemente con una frusta elettrica sino a formare una pastella liscia ed omogenea, che dovrà riposare in frigorifero per 30 minuti: nel frattempo potrete pensare come gustare la vostra Burtlëina – l’Accademia consiglia pancetta e lardo!

Adesso è il momento della cottura: munitevi di due padelle, una delle quali dovrà contenere strutto abbondante per la frittura, mentre la seconda dovrà solo essere leggermente unta.

Un mestolo alla volta, stendete la pastella nella padella unta come se fosse una crespella e lasciatela rapprendere; immediatamente dopo fatela friggere nella padella con lo strutto abbondante. Quando sarà dorata e croccante sarà pronta.

Trasferite la Bortellina su carta porosa per far assorbire il grasso in eccesso. Attendete un po’, ma non troppo: gustata ancora calda da’ il meglio di sé!

Ecco la versione di Carmen Artocchini, depositaria delle nostre tradizioni culinarie e non solo, pubblicata sul sito del Comune di Piacenza LEGGI QUI

 

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