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Il Partigiano Abele incontra i bambini della Comunità Islamica foto

Una mattinata importante quella organizzata domenica dall’Istituto per gli Studi Islamici Averroé e la Comunità Islamica di Piacenza che hanno accolto tra le proprie mura il partigiano piacentino Renato Cravedi (nome di battaglia Abele). Accompagnato da Enrico Battini, della presidenza provinciale dell’ANPI di Piacenza, ha raccontato a una platea di circa cinquanta bambini (le classi del IV livello dell’Istituto Averroé) le storie dei partigiani.

Presentato dalla Dr.ssa Francesca Bocca (rettore dell’Istituto per gli Studi Islamici Averroé) ha spiegato subito l’origine del nome di battaglia, Abele. Un nome nato in contrapposizione al suo compagno che – avendo un carattere più aggressivo – venne chiamato Caino, ma sopratutto perché Renato “era troppo buono per fare il partigiano” – così gli dicevano. Aveva salvato la vita ad un disertore tedesco facendogli guadagnare anche questo soprannome.

I bambini che hanno seguito i diversi racconti dell’ultra novantenne Renato, hanno interagito con diverse domande che riguardavano sia la guerra che la sua vita personale. Gli allievi dell’Istituto poi hanno voluto ringraziare il Partigiano di Piacenza con un simbolico dono che ha come tema il sacro mese di Ramadan. Così hanno consegnato ai due ospiti – come gesto di ringraziamento – un busta di Felice Ramadan contenente datteri e fatta da loro durante la mattinata.

Abele, guardandoli e accarezzandoli ha voluto chiudere dicendo “odiate la guerra sempre e ovunque“, e in gesti più paterni, circondato da loro come se fosse il loro nonno, dice “non vedo nessuna differenza tra un bambino musulmano e cristiano, siamo tutti uguali“. L’iniziativa fa seguito al percorso di collaborazione tra la Comunità Islamica di Piacenza e l’ANPI di Piacenza iniziato nella ricorrenza del 25 aprile. (dal sito della Comunità Isalmica di Piacenza)

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