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Pesticidi nelle acque, dal rapporto Ispra cinque punti sopra i limiti a Piacenza

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L’Ispra ha redatto il nuovo rapporto nazionale sulla presenza di pesticidi nelle acque. I dati indicano che in provincia di Piacenza sono cinque i punti di campionamento delle acque superficiali che presentano un superamento dei limiti di qualità ambientale: da ovest a est della pianura, nel Rio Bardonezza e nel Rio Lora – Carogna a Castelsangiovanni, nel Chiavenna a Cortemaggiore, nell’Arda e nell’Ongina a Villanova (vedi cartina con i bollini rossi). Per quanto riguarda le acquee sotterranee non emergono criticità nei campioni della nostra provincia.

I livelli di contaminazione sono ottenuti dal confronto con i limiti di qualità ambientale stabiliti a livello europeo e nazionale: gli Standard di Qualità Ambientale (SQA) per le acque superficiali [Dir. 2008/105/CE, D.Lgs. 152/2006], le norme di qualità ambientale per la protezione delle acque sotterranee [Dir. 2006/118/CE].

Il rapporto è il risultato di una complessa attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio e trasmettono i dati all’Ispra, che a sua volta svolge un compito di indirizzo tecnico-scientifico e valutazione delle informazioni.

Il rapporto presenta i risultati del monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque superficiali e sotterrane svolto negli anni 2015-2016. In Emilia Romagna i dati 2016 si riferiscono a una rete di 149 punti di campionamento delle acque superficiali e 249 delle acque sotterranee.  Nelle acque superficiali ci sono pesticidi nell’84,6% dei punti e nel 58,4% dei campioni. Complessivamente sono state rinvenute 65 sostanze. Quelle con maggiore frequenza, che si riflette anche a livello nazionale, sono imidacloprid, terbutilazina, terbutilazina-desetil, metolaclor, e metalaxil, tutte sostanze classificate pericolose per l’ambiente.

Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui nel 21,7% dei punti e nel 21,1% dei campioni. Sono state rinvenute 34 sostanze, le più frequenti sono: terbutilazina-desetil, imidacloprid, metolaclor, terbutilazina e cloridazon. Le concentrazioni sono superiori ai limiti di qualità ambientale complessivamente in 24 punti delle acque superficiali e in 12 punti di quelle sotterranee.

Oltre ai dati statistici sulla presenza di pesticidi nelle acque, in termini di frequenza di ritrovamento e distribuzione delle concentrazioni, sono valutati i livelli di contaminazione ottenuti per confronto con i limiti di qualità ambientale stabiliti a livello europeo e nazionale. Il rapporto esamina le situazioni più critiche di contaminazione, dovute alla presenza di specifiche sostanze. Analizza l’evoluzione della contaminazione sulla base dei dati raccolti a partire dal 2003.

Viene esplorata inoltre la presenza di miscele di sostanze nei campioni, che danno origine al fenomeno della poliesposizione. Il rapporto presenta una analisi del quadro normativo in materia di pesticidi in relazione all’esigenza di un adeguamento legislativo, al fine di ridurre gli impatti sull’ambiente.

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