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Piacenza capitale dello scompenso cardiaco. Giovedì i massimi esperti al Farnese

Piacenza capitale italiana del cuore. La nostra Cardiologia coordina anche quest’anno la campagna informativa nazionale dedicata allo scompenso cardiaco. Per il quinto anno consecutivo la Società europea di Cardiologia ha investito i professionisti piacentini dell’importante compito di guida nelle iniziative italiane che mirano a informare la popolazione e promuovere sani stili di vita.

Proprio da Piacenza, giovedì, partirà quindi la campagna italiana, che coinvolge una cinquantina di centri in tutta la penisola. Le principali società scientifiche del settore si sono date appuntamento nella splendida cornice di Palazzo Farnese, per un simbolico taglio del nastro ufficiale di inaugurazione dell’iniziativa.

L’Azienda Usl di Piacenza ospita i rappresentanti di ANMCO (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), SIC (Società italiana di cardiologia) e GICR (Gruppo italiano di Cardiologia riabilitativa). L’appuntamento è nel salone Pierluigi, alle ore 11.30 di giovedì 10 maggio. 
Nel cuore di Piacenza i massimi esperti di scompenso cardiaco provenienti da tutta Italia lanceranno il loro importante messaggio: “Mediante una prevenzione efficace saremmo in grado di prevenire 80 per cento – mette in evidenza Massimo Piepoli, cardiologo piacentino e rappresentante italiano della Società europea di Cardiologia – delle patologie cardiovascolari e perfino 40 per cento dei tumori”.

Il focus della campagna 2018 è quindi quello di sensibilizzare e responsabilizzare la popolazione riguardo la cura di questa malattia, con particolare riferimento ai corretti stili di vita e a una sana alimentazione. 
Lo scompenso cardiaco è infatti una patologia cardiovascolare ancora oggi poco conosciuta, sotto diagnosticata ma molto diffusa. Gli esperti la definiscono la vera epidemia del nostro secolo: colpisce 1 milione di persone in Italia, con 165.000 ricoveri ogni anno, 500 al giorno (3 a Piacenza).

Si tratta di una condizione caratterizzata dalla ridotta capacità del cuore di pompare la quantità di sangue adeguata per ossigenare gli organi e permetterne un corretto funzionamento. I numeri sono in crescita: si prevede un raddoppio dei casi nel 2030. È più frequente negli anziani, ma non risparmia i giovani. Lo scompenso è più comune di molti tumori maligni e spesso è caratterizzato da una prognosi peggiore: è la principale causa di morte e di ricovero in ospedale dopo il parto.

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