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Piacenza, finisce il sogno playoff TOP e FLOP

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Si spezza al “Riviere delle Palme” il sogno del Piacenza di proseguire l’avventura playoff. Non si è rivelato sufficiente il 2-1 dell’andata per mettersi al riparo di una Sambendettese parsa trasformata rispetto al match del Garilli.

L’innesto di Bellomo ha dato maggiore qualità e pericolosità alla squadra marchigiana, capace di alimentare con continuità una manovra offensiva tambureggiante e continua per tutto l’arco dell’incontro, a fronte di un Piacenza ordinato in difesa ma con il limite di non aver capitalizzato le occasioni di rimessa avute.

I TOP

SIMONE DELLA LATTA – Il riposo forzato dell’andata lo ha rigenerato. Insieme a Segre tiene in mano il centrocampo, è inoltre protagonista di una splendida serpentina che Pesenti colpevolmente non sfrutta. Corona una seconda parte di stagione in netto crescendo.

DAVIDE DI MOLFETTA – Forse un errore non averlo proposto dal primo minuto. Gioca una mezz’ora ad alto livello nel cuore del centrocampo, ha il merito di alzare i giri del motore della manovra biancorossa e compie uno splendido recupero su Di Massimo lanciato a rete. Interessante in prospettiva nel ruolo di mediano.

JACOPO SEGRE – I suoi polmoni sembrano non esaurirsi mai, corre a perdifiato per tutto il campo, si innesta nelle principali folate offensive e, appena può, conclude verso la porta. E’ la sua ultima partita in biancorosso, per lui un meritato futuro in categorie superiori.

I FLOP

MASSIMILIANO PESENTI – Non arriva lucido sotto porta nelle due occasioni avute. L’errore sulla prima palla è evidente e poteva cambiare il corso della sfida. Non trova adeguato supporto da Romero, probabilmente come altri ha patito i tanti impegni ravvicinati.

ANTHONY TAUGOURDEAU – Si limita all’ordinaria amministrazione, il suo raggio d’azione è concentrato in pochi passaggi elementari e scolastici. Stavolta non ha neppure occasioni su punizione. E’ evidente cha la lunga assenza lo ha arrugginito.

NICCOLO’ ROMERO – Probabilmente non era la sua partita. Conson lo limita fin dall’inizio, non sempre riesce a trovare l’intesa con i compagni e non offre a Pesenti palle giocabili. Forse uno tra Di Molfetta o Corazza dall’inizio avrebbero potuto interpretare il match in modo differente.

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