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Piacenza è “Panorama d’Italia”, “Grandi prospettive, occorre la guida di una classe dirigente competente”

Terza tappa per l’edizione 2018 del tour “Panorama d’Italia”, che è andato in scena a Piacenza questa mattina, giovedì 24 maggio  2018. La tavola rotonda si è tenuta nella Sala Panini di Palazzo Galli della Banca di Piacenza. Un dibattito, con le associazioni di categoria, sul tema “Lo sviluppo economico delle attività produttive” e, a seguire, la visita guidata alla Salita al Pordenone nella basilica di Santa Maria di Campagna.

Panorama d'Italia, tavola rotonda

Ha coordinato il dibattito il noto giornalista Nicola Porro, conduttore del programma televisivo Matrix in onda su Canale 5 delle reti Mediaset nonché vicedirettore de Il Giornale. Ad aprire i lavori della tavola rotonda è stato Raffaele Leone, direttore di Panorama e, con lui, Corrado Sforza Fogliani, presidente di Assopopolari. Sono intervenuti Luca Altieri, direttore Marketing Ibm Italia, Cesare Betti, direttore Confindustria Piacenza, Cristian Camisa, presidente Confapi Piacenza, Marco Casagrande, direttore Confagricoltura Piacenza, Giuseppe Cavalli, direttore Piacenza Expo, Marco Crotti, presidente Coldiretti Piacenza, Giancarlo Morandi, presidente Cobat, Giuseppe Nenna, presidente CdA della Banca di Piacenza.

“Spero che il tema scelto da Panorama, “Lo sviluppo economico delle attività produttive”, porti un segnale importante a tutti i piacentini oltreché ai forestieri –  ha così esordito nel suo intervento Sforza Fogliani – Piacenza ha dati che non sono entusiasmanti ha però grandi prospettive. Occorre veramente che si presentino delle forme di sviluppo territoriali guidate da una classe dirigente competente, che sappiano appunto guidare il territorio. Questa è la grande sfida che ha non solo Piacenza ma tutta l’Italia”.

“In questa situazione il credito riveste molta importanza, io ho sempre criticato – ha proseguito Sforza Fogliani – il fatto che molte associazioni di rappresentanza di categoria non siano scettiche sul nodo creditizio e nulla dicano su un’Europa che limita la possibilità delle banche di erogare credito. La critica sta nel fatto, appunto, che le associazioni di categoria non si fanno carico di questo e ritengano che sia un problema originato dalle banche. Il problema non è delle banche: il problema è di tutti, e delle imprese in primo luogo, inoltre la responsabilità è di una serie di normative che non fanno altro che inceppare il credito. Mentre negli Stati Uniti, sotto la guida del Presidente Donald Trump, esistono oltre 15mila banche territoriali che vengono aiutate o quanto meno difese dal Governo, in Italia abbiamo subito la riforma dell’ex premier Matteo Renzi che ha cercato distruggere del tutto, pur non essendoci riuscita, il credito cooperativo”.

Giuseppe Nenna, sottolineato che la Banca di Piacenza è l’unica banca locale, si è dichiarato ottimista: «La Banca ottiene risultati positivi nonostante la crisi economica degli anni passati e anche se fare banca, con tassi negativi, diventa difficile, l’efficienza sviluppata in passato sommata ai segnali di timida ripresa, ci consente di guardare con fiducia al futuro. Mentre gli altri lo hanno diminuito, noi abbiamo aumentato il finanziamento alle imprese del 2,5%». Rispondendo alle domande di Nicola Porro, il presidente Nenna ha criticato l’eccessiva produzione di norme europee sulle banche («l’eccesso di burocrazia ci costa un milione di euro l’anno») e fatto presente come la Banca di Piacenza non si occupi solo di economia e finanza, ma anche di cultura («con la Salita al Pordenone stiamo portando a Piacenza tanti turisti, anche stranieri»).

Cesare Betti ha fatto una panoramica sull’andamento dell’industria piacentina, ponendo l’accento – nonostante la crisi economica abbia lasciato segni evidenti – sul dato occupazionale: «A Piacenza siamo al 69,4%, contro il 58% del dato nazionale; il tasso di disoccupazione si attesta al 6,1%, in Italia siamo all’11,2». Il direttore della locale Confindustria ha quindi citato come settori trainanti la logistica e la meccatronica (ancora in sofferenza, invece, l’edilizia) e, rispondendo a un quesito sul credito, ha spiegato che passata la tempesta della crisi non è più un grosso problema (anche se lo è stato): «A una guerra quale è stata la crisi economica, sono sopravvissute solo le aziende più forti, le più sane».

«Il problema del credito nasce dal fatto che si continua a dire che piccolo non è bello in un Paese dove il 90% del tessuto industriale è rappresentato da piccole e medie imprese – ha evidenziato Cristian Camisa -. Piccolo invece è un valore aggiunto, anche per le aziende di credito. Qui la banca locale è attenta alle aziende, le grandi banche spesso fanno credito a chi non ne ha bisogno». A giudizio del presidente Confapi, Piacenza è un territorio di confine con eccellenze che non è riuscita a sfruttare pienamente, dove si è sviluppata una logistica “povera” e con settori in salute da valorizzare, come il packaging che, indotto compreso, offre lavoro a 2500 persone.

Giancarlo Morandi, del Consorzio nazionale raccolta e riciclo, ha spiegato i benefici dell’economia circolare (un sistema economico, cioè, pensato per potersi rigenerare da solo): «Il suo sviluppo è necessario per evitare di avere un futuro alla Blade Runner. Un bene viene prodotto e venduto e, in base alle norme europee, deve essere recuperato e riciclato se non è possibile il suo riuso. Così facendo avremo un Paese pulito e con risorse immense ricavate dai rifiuti. Faccio un esempio: con la raccolta delle batterie esauste, fin dal 2008 si è evitato al pianeta la costruzione di una miniera lunga 20 chilometri per estrarre piombo».

Luca Altieri (Ibm) ha affermato che «la tecnologia digitale è la condicio sine qua non per lo sviluppo delle imprese, che devono saper coglierne i benefici. Occorre investire in intelligenza artificiale, così come sta facendo Macron in Francia, però è necessario che le maestranze siano all’altezza dell’industria 4.0».

Pregi e difetti dell’agricoltura piacentina sono stati evidenziati da Marco Casagrande (Confagricoltura) e Marco Crotti (Coldiretti). «Vengo dal mondo dell’industria alimentare – ha sottolineato Casagrande – e devo dire che ho trovato l’agricoltura piacentina una realtà d’alto livello, che ha investito tantissimo in tecnologia e innovazione sostenibili». Concetti ribaditi da Crotti: «Oggi nella nostra agricoltura l’innovazione è indispensabile per garantire la tradizione, nel rispetto dell’ambiente e dei consumatori. A Piacenza abbiamo eccellenze con pomodoro e latte, mentre in collina e montagna si soffre un po’ perché mancano le infrastrutture».

Stefano Cavalli di Piacenza Expo ha illustrato la strategia per incentivare il settore fieristico, puntando su settori particolareggiati che rappresentino quella novità che possa attrarre anche dall’estero. «Dobbiamo sfruttare la posizione strategica della nostra fiera, far conoscere la struttura, perché più fiera significa più sviluppo economico». Cavalli, accennando al settore edile, di cui si occupa nello svolgimento della propria attività imprenditoriale, ha lamentato la mancanza di manodopera qualificata. Un problema evidenziato anche da tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria.

“La cosa interessante di questo tipo di incontri – ha detto Nicola Porro, a conclusione del dibattito – è che si riescono a mettere insieme tutti quei soggetti che in un territorio si danno da fare. La misura del benessere di un territorio la si misura dalle sue imprese, dalle sue aziende, dai suoi rappresentanti che raccontano l’economia della loro provincia. La cosa che più mi ha colpito in questo incontro – ha chiosato Porro – è che nei paesi ricchi di questa straordinaria Italia, il vero problema è incredibilmente trovare persone che vogliano lavorare. Parliamo di manodopera specializzata, esattamente l’opposto di quello che avviene nella parti più povere del Belpaese, dove la gente fatica  trovare un impiego. Il quadro che ne esce è di un’Italia divisa in due, che i nostri politici farebbero bene conoscere un po’ meglio”.

Al termine dell’interessante dibattito, il vicesindaco Elena Baio ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale annunciando gli “Stati generali della ricerca” che si terranno a Piacenza il 15 e 16 giugno, sottolineando che «la ricerca è fondamentale per lo sviluppo» e invitando all’iniziativa Panorama d’Italia.

A conclusione dell’evento di “Panorama d’Italia”, il giornalista Nicola Porro, accompagnato dal Presidente Sforza Fogliani, ha fatto capolino nella basilica di Santa Maria di Campagna dove ha percorso la Salita al Pordenone, insieme ai numerosi turisti che in quel momento affollavano la chiesa per le visite guidate in corso.

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